Quando lei si rifiutava di avere rapporti sessuali, lui impazziva e la ricopriva di insulti, con scenate pietose che sarebbero avvenute anche di fronte ai tre figli della coppia, tutti minorenni.
I primi fatti risalgono al 2007, gli ultimi a quattro anni fa. Per l’intera sequenza di eventi che ha pesantemente segnato la convivenza di una coppia della Valmarchirolo, si è aperto presso il tribunale di Varese un processo per maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale.
L’imputato è un quarantottenne che in alcune circostanze, acciecato dalla rabbia, sarebbe inoltre arrivato ad alzare le mani sulla moglie, prendendola a schiaffi. Secondo l’accusa, l’uomo era mosso dal sospetto che la donna – una quarantaquattrenne – avesse una relazione clandestina, tale da giustificare la predisposizione a non concedersi in intimità, fatta eccezione per quei casi in cui il rifiuto mutava in forme di consenso volutamente cercate pur di frenare le aggressioni verbali e le umiliazioni, scandite – sempre secondo la tesi accusatoria – dai continui richiami dell’uomo all’aspetto fisico della moglie, che veniva poi accusata di essere una persona infedele, una cattiva madre, una mantenuta.
Le litigate con relative conseguenze saranno oggetto del dibattimento che si aprirà davanti al collegio presieduto dal giudice Andrea Crema ad inizio marzo. La quarantaquattrenne, costituitasi parte civile, è difesa dall’avvocato Claudia Cornacchi; è invece l’avvocato Simona Ronchi a rappresentare la difesa dell’imputato.
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