Marchirolo | 23 Novembre 2021

Marchirolo, tre giovani spacciatori a processo per tentato omicidio e rapina

Tutti marocchini e senza fissa dimora. Aggredirono un residente, esasperato dalla loro presenza, e un “cliente”. I fatti risalgono a tre anni fa

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Esasperato dal degrado e dal via vai di persone in cerca di sostanze stupefacenti, un marocchino di 26 anni, residente a Marchirolo, ha pagato a caro prezzo la decisione di affrontare gli spacciatori, a ridosso dei boschi sopra il paese, per costringerli a levare le tende.

I fatti risalgono ad una notte di settembre di tre anni fa. Gli spacciatori (tre connazionali del giovane: un coetaneo, un 32enne e un 22enne, tutti senza fissa dimora) sono oggi a processo, presso il tribunale di Varese, con l’accusa di tentato omicidio e rapina.

L’aggressione quel giorno scattò poco dopo le tre. Il giovane fu raggiunto da una prima coltellata al ventre e poi da un secondo fendente al torace, arrivato mentre tentava la fuga dal gruppo, che poco prima era stato colto sul fatto, pronto a concludere un passaggio di droga e denaro che per l’ennesima volta si stava svolgendo sotto gli occhi del ventiseienne.

Sul posto erano presenti altri due uomini di origine marocchina, entrambi in cerca di coca. Uno dei due, un 31enne, si trovò di fronte gli odierni imputati ancora armati di coltello e di pistola, a seguito dell’aggressione. Fu minacciato e colpito alla testa con un sasso, e gli furono sottratti i soldi (75 euro) con cui avrebbe dovuto acquistare la droga, “prenotata” telefonicamente prima di giungere sul posto. Gli aggressori si impossessarono inoltre del suo telefono cellulare, senza consegnare la cocaina.

Le indagini della Procura di Varese si concentrarono in seguito sul traffico di sostanze in quella zona. Indagini che hanno condotto al rinvio a giudizio di un quarto soggetto, accusato di spaccio insieme agli tre : giovanissimo (21 anni all’epoca dei fatti), marocchino e a sua volta senza fissa dimora.

Nella mattinata di oggi era previsto l’esame in aula, davanti al collegio presieduto dal giudice Cesare Tacconi, di alcuni testimoni; poi risultati irreperibili. L’udienza è stata dunque rinviata all’8 febbraio e per i testimoni è stato disposto l’accompagnamento coattivo.

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