Varese | 10 Novembre 2021

Luino, sorpassi pericolosi e insulti al forestale: trentenne assolto “per non aver commesso il fatto”

Nel 2017 il giovane si era scagliato verbalmente contro il carabiniere che lo aveva visto rischiare un frontale per evitare il traffico

Tempo medio di lettura: 2 minuti

Per liberarsi di un ingorgo che si era creato lungo la strada statale 394 in prossimità di Mesenzana, un trentenne luinese al volante della propria auto decide di buttarsi nella corsia opposta, rischiando poco dopo il frontale con un altro veicolo.

A macchina ferme, un carabiniere forestale che aveva assistito a tutta la scena si avvicina mostrando il tesserino di riconoscimento (in quel momento non era in servizio), e chiedendo al ragazzo di fornire le sue generalità. Parte un battibecco, scandito da una fila di insulti e poi dall’avvertimento rivolto al militare dal giovane, fuori di sé perché in ritardo per un appuntamento presso una struttura sanitaria: “Se non mi lasci andare ti sparo in testa“.

L’atteggiamento e le frasi hanno portato il trentenne a processo con l’accusa di non aver fornito i propri dati al carabiniere che si era trovato davanti quel giorno – era il 2017 – e di averlo minacciato. A conclusione del dibattimento, svoltosi presso il tribunale di Varese, il giudice Andrea Crema ha assolto l’imputato per non aver commesso il fatto.

Tre i punti contestati dall’avvocato Corrado Viazzo, difensore del giovane, in merito ai capi d’imputazione:”Il pubblico ufficiale non si trovava in servizio al momento del fatto, non configurabile quindi con l’articolo 651 del codice penale (rifiuto d’indicazione sulla propria identità personale, ndr), paradossale inoltre che a quel punto l’identificazione sia avvenuta per mezzo di informazioni richieste alla centrale, sulla base del fatto che il carabiniere presente in loco aveva già avuto a che fare con il soggetto, lo aveva già visto in città. Sulla minaccia invece – ha concluso il legale nel chiedere l’assoluzione – le frasi indubbiamente ingiuriose non hanno impedito lo svolgimento dell’attività, cioè la richiesta di identificazione rivolta al ragazzo. Se l’attività è già in atto e dalla stessa scaturisce il comportamento minaccioso, allora il reato che si configura è quello di resistenza a pubblico ufficiale”.

Vuoi lasciare un commento? | 0

Lascia un commento

"Luinonotizie.it è una testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del tribunale di Varese al n. 5/2017 in data 29/6/2017"
P.IVA: 03433740127