Dall’assoluzione alla condanna per i reati di maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale, puniti dalla Corte d’appello di Milano con quattro anni di reclusione e un risarcimento di diecimila euro. Questa la sentenza a carico di un quarantasettenne originario del Kosovo, residente in Valcuvia all’epoca dei fatti.
Il giudizio sull’uomo – come si apprende dalle pagine de La Prealpina – è stato completamente ribaltato a conclusione del processo di secondo grado, dopo che il tribunale di Varese aveva assolto il quarantasettenne, considerando non credibile la versione della persona offesa.
La stessa persona offesa, ora lontana da condizionamenti, essendo tornata nel proprio paese di origine dopo aver chiuso i rapporti con quell’uomo, violento sia con lei che con il figlio piccolo, avuto da una precedente relazione, è intervenuta in videoconferenza nel corso del dibattimento, riaperto su richiesta della Procura di Milano, e ha raccontato con chiarezza i sei mesi di quella terribile convivenza. I giudici, questa volta, hanno ritenuto le sue parole determinanti al fine di risalire alle responsabilità dell’ex marito.
Nel 2013, racconta il quotidiano locale, la donna venne trovata in strada dagli agenti della polizia locale. Piangeva ed era piena di lividi. Seguì il ricovero in ospedale e poi la denuncia, con la prima parte di quel racconto che ora costringe l’uomo a fare i conti con le proprie gravi colpe.
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