Con 150 euro i clienti dei centri massaggi accedevano puntualmente ad una prestazione sessuale post trattamento. L’attività fu provata dalla Guardia di Finanza attraverso un’indagine condotta con intercettazioni audio e video nei tre centri gestiti da una trentatreenne cinese residente nell’alto Varesotto, processata per sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione.
L’entità della sua condanna, dopo i tre anni e mezzo comminati in primo grado dal tribunale di Varese, è stata sensibilmente diminuita in Appello, raggiungendo i sette mesi di reclusione.
E’ il quotidiano La Prealpina a riportare la notizia che in parte riguarda anche il compagno della donna, condannato dai giudici varesini a un anno e quattro mesi per favoreggiamento della prostituzione, e ora assolto da quelli della Corte d’appello di Milano perché “il fatto non sussiste”.
L’uomo, difeso dall’avvocato Corrado Viazzo, è un settantenne di Caronno Pertusella che, stando a quanto stabilirono i giudici varesini, fu stretto collaboratore della donna, in veste di “autista” per il ritiro giornaliero degli incassi nei tre centri situati a Luino, Lavena Ponte Tresa e Marchirolo, e come “tuttofare” per lo svolgimento di piccole manutenzioni. L’uomo inoltre, si apprende dal quotidiano locale, era solito portare il cibo alle ragazze che lavoravano nei centri. Tutti ruoli che per i giudici di Milano non possono coincidere con la configurazione del reato di cui il settantenne era stato riconosciuto colpevole in primo grado.
© Riproduzione riservata




Vuoi lasciare un commento? | 0