Luino | 19 Ottobre 2021

“Ragionare bene sul futuro del Teatro Sociale, noi ‘figli artistici’ di Luino pronti a farci avanti”

Ecco la lettera del noto Francesco Pellicini, ex direttore del "Pasta" di Saronno, sulla struttura luinese: "Il Comune non abbia paura di investire 100mila euro"

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Riceviamo e pubblichiamo una lunga lettera dell’artista, musicista, cantautore, attore e comico luinese, Francesco Pellicini, interviene sul futuro del Teatro Sociale di Luino, una delle poche strutture grandi dell’alto Varesotto a poter ospitare una stagione teatrale importante e un cinema importante. 

Con l’amico Francesco Salvi ed altri artisti del territorio stiamo provando a trovare un punto d’accordo con le istituzioni locali per cercar di far rivivere il Teatro di Luino, oggi desolatamente chiuso – malgrado la riapertura degli stabili -, dopo il noto dramma della pandemia.

Occorre ammettere che, almeno sulla carta, la tentazione di tornare a casa dopo tanto peregrinare, è davvero allettante. Allo stato attuale il Comune ha predisposto, in sostanza, un bando nel quale viene richiesto al gestore un simbolico affitto per godere degli spazi. Fatto ciò, lo stesso dovrebbe poi occuparsi in toto delle utenze dello stabile, del personale, della stagione teatrale da predisporre e dell’altrettanto attesa programmazione cinematografica. Uno “scherzo” non da poco direi! E, nel merito, altrettanto poco credibile.

Uno scherzo che stimo, per esperienza personale dopo anni di direzione artistica in altri stabili, in almeno 150mila euro l’anno. Legittimo, nulla questio, il tentativo del Comune di provare a capire se qualche imprenditore privato del settore, per il tramite del simbolico bando, riesca da solo a risolvere un problema che ormai sta divenendo sempre più ingombrante per la città. (Non avere un cinema ed un teatro degno della fama di un paese così ricco di tradizioni di spettacolo è, a onor del vero, un paradosso non da poco!). Vi è da ricordare che il teatro, ad oggi, non è di proprietà del Comune – lo diventerà a breve – anche se di fondo non è questo il problema che oggi ci interessa.

Nella speranza qualche benefattore si faccia pertanto avanti sobbarcandosi in seguito il peso generale delle spese sopra citate, nel frattempo mi permetto dare suggerimenti forse più percorribili e consoni ad uno stabile gestito comunque e di fatto dal Comune – seppur non dovuti ma semplicemente sentiti – per il bene della mia città e dei tanti artisti che hanno contribuito a renderla celebre in tutta Italia.

Per esempio, per ovviare all’affidamento diretto tramite bando, ricordando la mia esperienza saronnese al “Giuditta Pasta” (così come avviene per la maggior parte degli stabili comunali oggi presenti in Italia), l’amministrazione, dopo aver provveduto a stimolare la creazione di una Fondazione culturale ad hoc – appunto denominata Fondazione “Giuditta Pasta” – di cui l’ente pubblico risulta essere unico socio (ovvero il braccio economico della Fondazione privata), lo stesso Comune garantisce poi alla fondazione i fondi necessari per gestire il teatro elargendo i contributi utili per il pagamento delle utenze, dell’indispensabile staff professionale, del cinema, dei costi sociali e dell’avviamento delle successive attività culturali.

E’ gioco forza farlo, il teatro, va ricordato, in tal caso è comunale ed è pertanto compito dell’amministrazione trovare la formula adatta perché lo stesso produca cultura. Sarà poi compito dello staff della fondazione cercare di far quadrare bene i conti, trovare altri sponsor, limare determinati aspetti e decidere dove meglio investire i fondi comunali mantenendo, al contempo, il giusto spirito imprenditoriale per cercare di far rendere al massimo gli spettacoli facendo “cassa”.

Al contrario, nel caso specifico di Luino, non è certamente ipotizzabile che un gestore privato, vinto un simbolico bando, debba anche farsi carico di tutte le spese a monte (utenze, riscaldamento, personale, ecc) per poi iniziare l’attività culturale, già di per sé onerosa, senza che l’amministrazione investa un solo euro per garantire ai propri cittadini i risultati culturali di casa propria.

Questa strada non è ipotizzabile soprattutto per un motivo: gestire un teatro pubblico senza il supporto doveroso del proprietario pubblico che senso avrebbe? Meglio allora, per il privato, ritagliarsi uno spazio personale dove essere liberi di decidere la politica culturale da intraprendere senza scendere a patti con la proprietà comunale che esige, al contempo, la condivisione delle linee guida da seguire insieme allo stesso privato.

Non si è mai vista di fatto una gestione pubblica che accolli al privato anche le spese delle utenze, del personale, dello staff e di tutto un costoso avviamento imprescindibile alla ripartenza di uno stabile che rimane comunque e sempre pubblico! Quello che con certezza penso è che un Comune come Luino non debba più avere paura di investire almeno cento mila euro l’anno per garantire cultura e spettacolo di qualità trovando la formula giuridica più adatta per farlo rivedendo le condizioni di partenza. E questo perché da sempre, almeno per quanto riguarda le dinamiche dei teatri comunali, l’iter da seguire è semplicemente questo.

Ecco perché credo che oggi, una volta ritiratosi il gestore precedente, che ha da sempre garantito l’apertura dello stabile, il cinema, il teatro e che ha avuto altresì l’onere di tenere duro sino al disastroso epilogo della pandemia, si debba cogliere l’occasione per provare a ripartire davvero ragionandoci bene tutti insieme. Soprattutto quando, a mio modesto avviso, a farsi avanti siano proprio i “figli artistici” di una città conosciuta al mondo per meriti guadagnati sul campo. Ed io questo lo considero ancora un privilegio sul quale investire per garantire unicità, competenza e valore aggiunto.

Auspico pertanto si possa effettuare al più presto un tavolo concertato con gli amici, sempre per altro disponibili e gentili, Enrico (il sindaco Bianchi, ndr) e Serena (l’assessore Botta, ndr), al fine di rivedere le condizioni attuali che sono davvero di difficile percorribilità per i potenziali e futuri gestori.

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