Luino | 15 Gennaio 2020

Checco Pellicini: “Sogno una direzione artistica di Luino”

L'artista luinese, che dirige il "Pasta" di Saronno e i due festival (Comicità e Laghi), guarda al futuro, dopo la fine del secondo mandato del fratello Andrea

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Avevamo lasciato Checco Pellicini, la scorsa estate, impegnato in un ricordo a Nanni Svampa a Palazzo Verbania a Luino, mentre dirigeva sia il Festival della Comicità che il Festival dei Laghi Lombardi ed aveva iniziato il tour con la compagnia teatrale “I Legnanesi” in giro per il Nord Italia.

Nel frattempo, però, il comico ed artista luinese dirige anche il Teatro “Giuditta Pasta” di Saronno, dove gli spettacoli e le attività proposte hanno riscosso grande successo di pubblico in questi anni, con ospiti e artisti in grado di affascinare e attrarre un gran numero di spettatori.

Oggi, però, con il 2020 appena iniziato, Pellicini sta guardando al futuro e, con il sindaco-fratello alla fine del suo secondo mandato, lancia una proposta alla prossima amministrazione comunale, con l’obiettivo di stimolare il paese lacustre a nominare un direttore artistico all’interno della più importante struttura culturale della Città: il Teatro Sociale.

Ecco l’intervista integrale a Checco Pellicini.

Buon anno Checco, trascorse bene le feste?

Finalmente a Luino, in serenità, in famiglia. Mangiando troppo. Mi manca molto Luino, tranne i tre mesi d’estate, la Pasqua e il Natale… sono sempre in giro con i Legnanesi.

Come sta andando il nuovo tour, che ruolo hai?

Molto bene! Quest’anno faccio Michelangelo, si va indietro nel tempo. Provasio (la Teresa, ndr) mi ha rafforzato molto la parte e questo per me è sinonimo di crescita. Significa aver lavorato bene. E poi ballo con i tacchi vestito da donna: uno spasso per il pubblico, una tragedia comica per me…

Come procedono gli allestimenti dei tuoi festival?

Ho iniziato ottimamente. Con il Festival della Comicità, giunto alla quindicesima edizione, apriremo proprio a Luino il 3 giugno coi Legnanesi. So che i biglietti stanno andando a ruba, conviene affrettarsi! Si trovano in teatro.

E il Festival dei Laghi Lombardi?

Direi sempre meglio! Quest’anno toccheremo venti piazze in nove laghi: Maggiore, Como, Varese, Ceresio, Iseo, Garda, Segrino, Idro, Moro. Partirò in un mega tour, senza tregua, appena terminata la stagione coi Legnanesi, sino a novembre – dicembre.

Ma riesci a gestire tutto fisicamente e mentalmente, come fai?

Mi drogo (sorride, ndr)! Nel senso… intendiamoci… amo talmente il mio lavoro che per me, appunto, quello risulta essere la vera droga vitale!

Questa estate, tra l’altro, mi avevi accennato ad un’idea da sviluppare a Luino… a che punto è?

Più che un progetto, in realtà, è un desidero, un’idea romantica, quasi un sogno. Ma credo che quella sera, quando te lo aveva acceennato, non ero nelle mie piene facoltà mentali… (sempre sorridendo, ndr).

Beh, allora lo dico io… mi avevi parlato di creare una direzione artistica luinese a 360 gradi giusto? Ricordo male io?

Allora ero proprio ubriaco… scherzi a parte, la mia riflessione partiva dal fatto che mio fratello Andrea, ora finalmente in scadenza di mandato…

In che senso finalmente?

Nel senso che, per non essere a tutti i costi tacciato come il fratello del sindaco, sfruttando codesta posizione lavorativa imbarazzante (grazie al cielo, tra l’altro, non ne abbiamo mai avuto bisogno), ho sempre evitato di provare a proporre artisticamente un progetto serio culturale di direzione artistica a Luino, che considerasse una generale conduzione degli eventi della città. E poi non ho nemmeno la presunzione che ciò possa interessare a qualcuno! Ne varrà la pena? Ma…

Ma, tu alludi alla stagione del teatro Sociale?

Il teatro ne è un esempio, ma non solo! Credo che Luino meriti ben più di sei sette spettacoli invernali in teatro creati dagli uffici comunali e da assessori specifici. Per carità, non intendo sminuire nessuno s’intende, me ne guardo bene! Ma credo al contempo sia giusto che un teatro comunale serio affidi ad una direzione artistica professionale un mandato specifico. Non solo! Quando parlo di direzione artistica intendo certamente quella teatrale (che è la base), ma soprattutto una programmazione estiva altrettanto importante che pensi ad un’altra rassegna permanente appoggiandosi anche a Palazzo Verbania per gli eventi culturali, mostre, convegni, conferenze. Una direzione artistica trasversale e ben più ampia insomma!

Sono certamente belle idee, ma per realizzarle occorrono anzitutto i soldi e i Comuni, come sai, ne hanno sempre meno…

Questo è vero, concordo, e credo altresì non sia corretto pretendere i fondi solo dal pubblico. Il Comune deve fare la sua parte, che ha sempre fatto con stagione e manifestazioni, ma non deve essere il solo.

Cioè?

Da tempo mi confronto con imprenditori, addetti ai lavori e sento che molti sono pronti a fare la loro parte volendo investire risorse sul territorio in cultura, arte e spettacoli. Naturalmente…

Naturalmente?

Solo a certe e precise condizioni.

Ovvero?

Anzitutto individuando una figura di regia di direzione artistico – culturale ed una squadra che si occupi di marketing territoriale specifica (se metti una parte di fondi privati esigi decidere a chi darli o non darli), che abbia maturato la giusta esperienza professionale in materia di organizzazione, sponsor, bandi culturali, festival e teatro.

Tu ti consideri tale?

Io non mi considero nessuno. Sono i risultati sul campo, l’impegno, la dedizione, la passione e l’amore per il proprio lavoro che eventualmente conducono alla considerazione di qualcuno.

È innegabile che qualcosa di importante in questi anni tu lo abbia fatto e lo stia facendo per il territorio…

Beh, diciamo che dopo 4 anni di esperienza al teatro Nazionale di Milano ed altrettanti al “Giuditta Pasta” di Saronno ho cominciato a capirci qualcosa. Io poi ho sempre avuto la doppia anima d’artista e di direzione. Mi reputo infatti, scherzando, un artistico direttore…

Già, non è facile conciliare le due strade…

Non è vero, è facilissimo invece! La sera fai l’attore, di giorno dormi un poco di più, ti alzi alle 9.30 e lavori facendo la direzione. Ho sempre fatto così, sin dai tempi dei miei maestri Gufi Brivio e Svampa ed oggi coi Legnanesi.

In dettaglio cosa faresti?

Terrei la stagione teatrale chiedendo al Comune il medesimo contributo che da anni stanzia. Mi occuperei di reperire ulteriori sponsorizzazioni. Accanto ad essa, grazie all’intervento di sponsor, ai bandi culturali ed al rischio di impresa privata, rafforzerei l’estiva con un’altra stagione – festival di 5/6 eventi importanti e duraturi nel tempo. Senza trascurare Palazzo Verbania per mostre, conferenze, spettacoli culturali.

Quindi stai cercando di aprire un dialogo con la futura amministrazione che si insedierà a maggio?

Io non sto cercando nulla! Soprattutto non cerco mai e per forza qualcuno! Anche perché, grazie al cielo, il lavoro non mi manca. Naturalmente il dialogo con gli amministratori rimane imprescindibile, la cifra uno. Credo sia legittimo provare a dare, senza imporlo, umilmente, un contributo per la propria città nel proprio settore. Ritengo che Luino debba investire maggiormente risorse in questi aspetti perché sono una occasione unica per il territorio.

Sembri quasi un politico, non è che vuoi candidarti tu?

Non mi appassiona la politica e non è il mio mestiere. Sono un artista ed un operatore culturale che bada al sodo ed al pragmatico. Ci vogliono progetti lungimiranti che coinvolgano le imprese, l’amministrazione, gli sponsor, le istituzioni. Tutti disposti a fare il loro guadagnandoci in immagine, prestigio ed anche, ci mancherebbe, economicamente. Il lavoro è lavoro. Ciò lo fai solo se costoro interagiscono, tra pubblico e privato, con una figura di riferimento precisa ed esperta in materia.

Un’ultima domanda seria per chiudere: come credi abbia lavorato tuo fratello in questi dieci anni?

Con disinteressato amore per la sua città, mettendoci passione, sacrifico e piglio quotidiano. Certo, tutti sono poi sempre bravi a fare le rivoluzioni direttamente seduti ai tavolini dei bar o sui social senza mai fare nulla. Gli sarò eternamente grato per il magnifico scorcio tra il Clerici e il Verbania: un vero capolavoro semplice e naturale.

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