Qual è il compito dell’arte e della storia? Ricordarci i grandi fasti del passato, e con i quadri del ‘700 sul Tevere della Collezione di Valter Mainetti ritroviamo una Roma che non c’è più. O che c’è ancora, ma versa in uno stato di totale abbandono, portandoci a chiedere perché il tempo non possa rimanere fermo, come in un quadro, o nel dipinto dei pittori che hanno fatto la storia. Il Tevere di oggi è molto diverso: la sua bellezza si è persa, rovinato tra bottiglie di vetro, spazzatura e sporcizia.
Il Tevere, uno dei simboli della città di Roma – conosciuta come l’Eterna – è stato nel tempo completamente deturpato. Attraverso la Collezione di Valter e Paola Mainetti, è possibile fare il classico tuffo nel passato. Tutto comincia con l’opera di Anesi – Il Porto di Ripetta – dove è presente la magnificenza di una struttura edilizia che si è andata a perdere nel corso dei secoli. Un percorso attraverso i secoli, carico di emozione e inevitabile tristesse.
Il Tevere nella Collezione Mainetti: il suo antico fasto
Il dipinto di Anesi ha riprodotto in modo estremamente fedele e lucido il porto di Ripetta. Dalla fontana all’abbeveratoio, dalle colonne alla Chiesa di San Girolamo degli Schiavi, l’antica bellezza è oggi lontana. Oltretutto, nella collezione che Valter e Paola Mainetti sono riusciti a proporre al grande pubblico, possiamo ammirare la Veduta del Tevere presso Castel Sant’Angelo, opera di Fondazione Sorgente Group.
Nella versione di Anesi – che fu coetaneo di Locatelli – si mostravano i molini per la macina del grano, vicini alla riva del Tevere, che un tempo era vita, speranza, futuro.
Impossibile non citare, poi, il dipinto La Cloaca Massima a Roma di Ettore Roesler Franz. Il pittore, famoso tutt’oggi per la serie Roma Sparita, ha mostrato l’antico sbocco della Cloaca Massima, proprio vicino alla chiesa di Santa Maria in Cosmedin e il Tempio di Ercole vincitore. Quel Tevere ci sembra quanto mai lontano, e all’arte spetta il duro compito di essere una spettatrice silenziosa del degrado attuale.
In un contesto di enorme grandiosità dei tempi perduti, nell’opera San Michele a Ripa – sempre firmata da Anesi – si può scorgere l’antico porto di Ripa, il Complesso di San Michele, la Dogana Grande. Il fiume era animato da una vita oggi sparita, da un’attività intensa, con le navi che qui giungevano dal mare.
Da non perdere anche la Veduta del Tevere presso l’Aventino di Anesi e la Veduta del Tevere verso l’Aventino di Van Lint. Consentono di avere una visione d’insieme dell’antico splendore che fu il Tevere, che a Roma portò tanto, se non tutto. Un simbolo della potenza del passato, le cui condizioni oggi preoccupano i Romani.
Valter Mainetti, il collezionista d’arte che ci riporta indietro nel tempo
Divulgatore e collezionista, Valter Mainetti ha dedicato parte della sua intera esistenza al recupero dell’arte antica, per uno scopo molto nobile: non solo valorizzare l’arte, approfondirla e studiarla, ma proporla al grande pubblico. Insieme alla moglie Paola, con la Fondazione hanno trovato il modo di riproporre i grandi nomi di un tempo. Noto è stato infatti il suo impegno nel recupero dei ritratti dei discendenti di Augusto, Primo Imperatore di Roma, che sono esposti in modo permanente al Museo Ara Pacis.
Oltre alla collezione dei dipinti dei fratelli Dufy, è presente la collezione dei dipinti sul Tevere, che ci hanno consentito di fare un salto indietro nel tempo, utile per comprendere quanto l’arte e la storia siano tutt’oggi attuali. L’importanza delle mostre d’arte non deve mai essere dimenticata, ma promossa, soprattutto quando diventa teatro delle differenze del territorio e ha il compito di essere monito e segno della decadenza dei tempi.
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