Varese | 22 Settembre 2021

Giovane aggredito e rapinato sulla linea Cadenazzo – Luino: a processo un quarantenne

L'uomo è accusato di aver sottratto alla vittima uno smartphone, poi finito nelle mani di una sua conoscente. I fatti risalgono al mese di febbraio di due anni fa

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Aggredì un ventiduenne su un treno della linea Cadenazzo – Luino e se ne andò poi con lo smartphone della vittima in tasca. Un telefono passato in seguito di mano in mano fino al sequestro effettuato dai carabinieri che indagavano sulla vicenda.

I fatti risalgono al febbraio del 2019 e oggi a processo per rapina e lesioni c’è un uomo di quarant’anni, originario della Repubblica dominicana, considerato il responsabile di quell’atto violento avvenuto mentre il convoglio si trovava in Svizzera. Tutti i protagonisti della vicenda hanno però legami con il territorio luinese, a cominciare dallo stesso imputato che all’epoca era residente presso la frazione di Colmegna.

Il telefono cellulare venne ritrovato dai carabinieri di Luino nell’abitazione di una signora, connazionale dell’imputato, che è stata sentita nella giornata di ieri davanti al collegio del tribunale di Varese presieduto dal giudice Cesare Tacconi. Durante l’udienza la donna ha spiegato che non conosceva la provenienza del telefono ma che lo stesso le era stato consegnato da un uomo – l’odierno imputato – che frequentando sua figlia, residente a Luino, era venuto a conoscenza della sua necessità di procurarsi un telefonino nuovo, dopo che il suo si era rotto. Rispondendo alle domande del pubblico ministero Giulia Grillo, la testimone ha inoltre negato che la consegna del telefono fosse legata ad un presunto prestito di soldi.

La mattina successiva all’aggressione fu un maresciallo in servizio presso la Stazione dei carabinieri della città lacustre a verbalizzare la denuncia sporta dalla madre della persona aggredita sul treno, la quale si era presentata ai militari con una immagine prelevata dal profilo Facebook dell’imputato, indicandolo come il responsabile dell’accaduto, e con un referto medico attestante il trauma al collo riportato dal figlio e una prognosi di cinque giorni

Dopo i primi atti di indagine, scanditi dalla raccolta dei dati riguardanti il tracciamento GPS, i carabinieri risalirono alla identità completa del presunto colpevole; identità poi confermata dalla persona offesa che nella prossima udienza comparirà davanti ai giudici per spiegare la propria versione dei fatti.

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