Germignaga | 20 Settembre 2021

Germignaga, Marco Lodola dona la “Croce delle genti” alla comunità

“In un periodo così buio, una croce luminosa e che rappresenta volti di figure anonime, perciò tutti noi, è molto importante” spiega l’artista

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Marco Lodola, influente artista tra i fondatori del movimento del Nuovo Futurismo degli anni ’80, ha creato e donato una delle sue opera al paese di Germignaga.

I suoi lavori, caratterizzati dal forte uso del colore, l’energia della luce e soprattutto l’idea dell’arte come parte integrante della vita, sono realizzati con materiali industriali poveri, come plexiglass, luci e smalti, per giungere ad esperienze innovative, dalle quali ottiene immagini che rimandano direttamente anche ai suoi altri interessi culturali, dalla musica al cinema, dalla pubblicità al fumetto.

A partire dagli anni’80 inizia ad esporre le sue opere in grandi città italiane ed europee quali Roma, Milano, Firenze, Bologna, Lione, Vienna, Madrid, Barcellona, Parigi e Amsterdam, per poi collaborare con varie industrie come Swatch, Coca Cola, Vini Ferrari, Illy e molte altre. Partecipa inoltre alla XII Quadriennale di Roma, alla Biennale di Venezia nel 2011, alla VI Biennale della Scultura di Montecarlo, realizza diverse collaborazioni con scrittori con temporanei, musicisti ed infine crea molte installazioni in diverse città in collaborazione con aziende ed associazioni.

Come già anticipato, pochi mesi fa Marco Lodola si è dedicato anche all’Alto Varesotto, in particolare a Germignaga, per la quale, su richiesta di Enzo Iacchetti, il fratello ed un gruppo di amici, ha accettato di realizzare un’opera per il parroco, don Marco Mindrone, da lasciare in dono alla comunità.

La scultura, chiamata “Croce delle genti” consiste in un crocifisso tridimensionale raffigurante una moltitudine di persone colorate senza volto, tipiche delle sue opere, che non rappresentano qualcuno di specifico ma gente comune.

Come ha sottolineato l’artista stesso, ha accettato volentieri la realizzazione dell’opera perché “in un periodo così cupo e buio come quello che tutti stiamo vivendo da quasi due anni, avere una croce luminosa che rappresenta i volti e le figure delle persone anonime, insomma un po’ tutti noi, è molto importante”.

Conclude poi affermando quanto sia stato “utile e piacevole utilizzare questo simbolo dei volti anonimi per rappresentare un’umanità che ha sofferto e non vede l’ora di lasciarsi alle spalle questa brutta situazione”. Il significato principale di quest’opera è “l’augurio che prima o poi questi volti trovino la luce, in tutti i sensi, sia perché la scultura si accenda ma anche perché si accendano le anime e le menti delle persone dopo mesi molto difficili”.

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