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Svizzera | 16 Settembre 2021

“Certificato Covid” obbligatorio per fare la spesa in Italia? Attesa per la decisione della Svizzera

Gli elvetici che verranno in Italia anche per brevi espatri dovranno avere il Green Pass: domani la decisione di Berna, che potrebbe influire sull’economia di frontiera

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È attesa per venerdì 17 settembre la decisione del Consiglio federale svizzero sull’obbligo di Green Pass – che nel paese elvetico si chiama “certificato Covid” – per i cittadini che si spostano oltre frontiera anche solo per fare la spesa o per andare a trovare amici e parenti, abitudine da sempre molto frequente da parte dei ticinesi.

È stato proprio il Consiglio di Stato ticinese (insieme ad altri cantoni) ad appoggiare Berna su quella che si può definire una “linea dura” che prevede maggiori restrizioni per l’ingresso in Svizzera per le persone non vaccinate o non guarite dal Covid-19, compresi gli stessi svizzeri che, per rientrare dall’Italia anche dopo un espatrio di breve durata, dovranno dunque esibire il certificato verde. La motivazione espressa dal Consiglio di stato è quella di “ragioni di praticabilità dei controlli” per le quali è “opportuno evitare eccezioni all’obbligo di test per gli spostamenti transfrontalieri”, anche se alcune eccezioni ci saranno ugualmente, come quella per i lavoratori frontalieri, bambini e ragazzi sotto i 16 anni, autotrasportatori e passeggeri in transito.

La misura dovrebbe valere anche in senso inverso, per gli italiani che si recano oltre confine, ma in ogni caso potrebbe avere nuove ripercussioni sull’economia di frontiera, la cui ripresa dopo la prolungata chiusura delle dogane è stata favorita, dal 2 giugno scorso, dalla decisione di garantire una fascia di 30+30 chilometri entro i quali i cittadini italiani ed elvetici si possono spostare liberamente.

Proprio la presenza di questa area di territorio “franco” è stata al centro del commento che il sindaco di Lavena Ponte Tresa e presidente Acif Massimo Mastromarino ha rilasciato in un’intervista a TeleTicino nella quale non ha solamente ribadito il proprio appello alla vaccinazione e l’auspicio di un continuo dialogo fra Svizzera e Italia su questo tema, ma anche e soprattutto la necessità di “far tesoro dell’esperienza, che ha funzionato e non ha portato aumenti del contagio legati a questo tipo di spostamenti che tengono in piedi l’economia e la società che vive intorno al confine”.

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