Rancio Valcuvia | 11 Settembre 2021

Dopo 17 anni, grazie alla Cumdi, rinasce l’ex torcitura di Rancio Valcuvia

Un progetto che andrà a riqualificare l'intera area di oltre 70mila metri quadrati. Investimento da 8 milioni di euro circa. Niesi: "Credo nella ripresa post pandemia"

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L’ex torcitura di Rancio Valcuvia a 17 anni dalla chiusura, avvenuta nel dicembre 2004, finalmente tornerà in vita grazie ad una nota azienda del territorio luinese, la Cumdi srl che ha rilevato l’intera area.

La ditta di Giuseppe Niesi, che opera nel mercato dell’utensileria dal 1979, per la produzione di microutensili per il settore elettronico, e ha sede a Germignaga, compie lavorazione di rettifica di precisione producendo utensili destinati a diversi campi di applicazione, come automotive, aerospaziale, medicale, meccanica.

Oggi, a distanza di anni, dopo aver archiviato la possibilità di ampliare l’azienda in quel di Cugliate Fabiasco, a causa di burocrazia e cavilli formali, come raccontato dal nostro giornale, la Cumdi, con clienti internazionali che svariano da Germania, Svizzera e Lussemburgo, sta progettando “un piano di sviluppo delle proprie attività spalmate nei prossimi anni che riguardano sia l’ampliamento del proprio ‘core business’ (rettifica di cilindri in metallo duro e costruzione di innovative macchine per rettifica), che la realizzazione di nuove attività imprenditoriali“, si legge nel progetto di riqualificazione dell’area.

Il programma di sviluppo della Cumdi si svilupperà in diverse fasi, ma in questo primo momento sono già stati identificati i professionisti che dovranno occuparsi delle opere primarie per la ristrutturazione e l’agibilità dell’immobile e dell’ intera area (16mila metri quadrati coperti e 55mila esterni). Dopo la realizzazione delle prime opere, volte alla conservazione e al recupero funzionale dell’immobile, si procederà con le attività riguardanti l’utilizzo degli spazi.

L’intervento nel complessivo prevede lavori di sistemazione e attrezzaggio di un primo spazio di circa 1.800 mq da dedicare alla “Cumdi Machine“, mentre successivamente verrà allestito un reparto di rettifica che utilizzerà le ultime innovative macchine prodotte. Oltre alla realizzazione di diversi impianti tecnici e di settore, sarà creata anche una società di automazione e software per macchine utensili e sarà prioritario anche dar vita uno spazio interno da adibire a Centro Studi sulla attività produttiva della torcitura di Rancio, dove raccogliere tutta la documentazione aziendale ancora presente all’interno della ditta e che possa essere fruibile da chiunque voglia approfondire la storia industriale della Valcuvia e del nord della provincia di Varese.

L’area dell’ex torcitura rinascerà dopo esser stata sistemata e messa in sicurezza, salvaguardando l’intero immobile e, soprattutto, generando potenzialmente un grande indotto occupazionale per tutti i cittadini del territorio. “Abbiamo sempre avuto la volontà di ampliare la nostra azienda, dopo le prospettive dell’area di Cugliate che non sono andate in porto per diversi motivi – commenta il patron Giuseppe Niesi -. Negli scorsi mesi si è presentata questa occasione e il nostro obiettivo è quello di andare a sviluppare un’economia circolare nel nostro settore, andando a riqualificare, ricostruire e preservare un importante patrimonio storico della zona”.

“La nostra azienda, attenta al territorio e con una vocazione green che andremo sempre più ad implementare, sta investendo molto (in totale si parla di 8 milioni di euro circa, ndr) – conclude Niesi -. È un impegno non indifferente, ma credo profondamente nella ripresa post pandemia, per questo siamo arrivati a realizzare un progetto così importante”.

Insomma, un imprenditore luinese che guarda al futuro e allo sviluppo della propria azienda, facendo tornare in vita un’area che per diversi decenni è stato un punto di riferimento per l’intera Valcuvia.

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