Seppur lentamente, crescono i ricoverati per Covid-19 anche nelle terapie intensive lombarde, che ieri, venerdì 3 settembre, hanno raggiunto quota 51.
La notizia importante, in tal senso, è che si tratta di persone non vaccinate – che non hanno completato il ciclo o, in maggioranza, che hanno deciso di non ricorrere alla somministrazione –, come ha affermato la vicepresidente e assessora al Welfare Letizia Moratti, ospite del programma Iceberg in onda ieri su Telelombardia e confermato anche dai direttori dei reparti di Anestesia e Rianimazione degli ospedali Sacco e Niguarda intervistati dal Tg1, che hanno sottolineato quanto la vaccinazione abbia influito positivamente sul contenimento e sul controllo della diffusione del virus e sulle conseguenze più gravi.
Ora – ha aggiunto Moratti – sono 7,6 milioni i lombardi già vaccinati almeno con una dose: un numero pari all’85% della platea vaccinabile, al di sopra dei 12 anni. Di questi, l’88% ha già ottenuto la copertura con entrambe le dosi: “Siamo la prima regione in Italia grazie a un lavoro straordinario. Siamo tra i primi al mondo, siamo in zona medaglia”, ha dichiarato soddisfatta l’assessora al Welfare.
“Abbiamo avuto una risposta buona dai giovanissimi, pari al 73% dai 12 ai 19 anni. L’idea di ripartire a scuola in sicurezza ha convinto i genitori. – ha aggiunto infine Moratti – Una risposta eccellente l’abbiamo avuta anche dai 20enni con 87%: si sono resi conto che per muoversi la vaccinazione è il mezzo più sicuro. Le fasce più critiche sono i 30enni e 40enni. Abbiamo previsto un progetto con Confindustria Lombardia per incentivarli attraverso l’estensione dei vaccini dagli hub alle aziende”.
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