A partire da mercoledì 1 settembre, come previsto dal decreto legge approvato lo scorso 6 agosto, il possesso del Green Pass sarà necessario anche per utilizzare alcune tipologie di mezzi di trasporto, fra cui anche i traghetti che collegano due regioni diverse come nel caso di Lombardia e Piemonte.
Unica eccezione prevista dal DL di inizio mese, in questo ambito, è il collegamento marittimo dello stretto di Messina, mentre nessuna disposizione è stata data nel caso, ad esempio, del Lago Maggiore, dove i trasbordi fra una sponda e l’altra con i traghetti fra Laveno Mombello e Intra sono anche qui all’ordine del giorno e coinvolgono moltissimi lavoratori e studenti.
Soprattutto per quanto riguarda quest’ultima categoria, è divampata la protesta da parte di alcune famiglie che, in previsione della riapertura delle scuole, criticano la necessità di dover avere la certificazione verde per viaggiare sul traghetto ma non per entrare in classe. È stata anche lanciata una petizione sulla piattaforma Change.org, “Viaggiare in libertà sui traghetti del Lago Maggiore”, che ha raggiunto circa 500 firme, dove la richiesta rivolta alla direzione generale della Navigazione Lago Maggiore e a Regione Lombardia è quella di “sospendere qualsiasi lasciapassare discriminatorio che impedisca il libero trasporto delle persone”.
L’obbligo del Green Pass per alcune categorie di mezzi ha sollevato, in queste settimane, molteplici critiche sia da chi lo ritiene – come in questo caso – “una pratica coercitiva” – sia da chi avrebbe voluto l’estensione di tale obbligo a tutti i servizi di trasporto pubblico e, specialmente, a quelli con il maggior flusso di utenti come i treni regionali o gli autobus e che presentano, dunque, un rischio di diffusione del Covid-19 potenzialmente maggiore.
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