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Luino | 30 Agosto 2021

Ospedale di Luino, “Dopo mozione, silenzio assordante. Indispensabile prendere posizione”

Interviene il capogruppo di "Azione civica" Furio Artoni, dopo gli addii del dottor Urbani e dei due primari di Ortopedia e Pronto Soccorso, Montoli e Zorzan

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“Avevo ancora i capelli quando mi occupai dell’ospedale di Luino. Fui attaccato, vilipeso e giudicato allarmista. Sono ormai passati venticinque anni e dopo l’approvazione nel recente consiglio comunale di Luino della mozione per ridare slancio al nostro nosocomio, un silenzio assordante incombe“.

Inizia così un lungo comunicato stampa inviato alla nostra redazione dal capogruppo di minoranza di “Azione civica per Luino e frazioni”, l’avvocato Furio Artoni, in merito alla situazione attuale del nosocomio lacustre. “In questo silenzio se ne sono andati il dottor Urbani, il primario di Ortopedia Montoli, il primario del Pronto soccorso Zorzan e probabilmente altre figure si preparano ad abbandonare Luino”, continua Artoni.

“Nonostante le rassicurazioni dei personaggi politici del luinese nessuno si fida – prosegue ancora il capogruppo di minoranza -. I fatti parlano chiaro, al quinto piano del nosocomio piove ancora nonostante lo stanziamento di fondi, varie specialità ed esami diagnostici non ci sono più. Ormai sembra che il destino del nostro ospedale sia quello di restare solo un palazzo in muratura, una facciata per una scenografia teatrale, dove si sentono politici che continuano a dirci che l’ospedale di Luino resterà. Sì ma come resterà?”.

“È chiaro che i muri resteranno, almeno altri duecento anni, ma dei muri non ce ne facciamo niente se all’interno dell’ospedale non c’è alcun servizio, e cosa ancora peggiore non si riesce a garantire una copertura di sicurezza per il Pronto soccorso e per quegli interventi di base necessari anche a salvare una vita in condizioni critiche.
Inutile aggiungere che i politici locali non tranquillizzano nessuno, la realtà dei fatti e sotto gli occhi di chiunque acceda all’Ospedale di Luino”.

È restato ormai poco tempo prima di avviarci ad un definitivo declino della nostra struttura – critica ancora l’avvocato -. Poco tempo nel quale dobbiamo con forza richiamarci ad un progetto anche minimo per l’ospedale di Luino, che diventi a tutti gli effetti una struttura ospedaliera di base con tutti i servizi, ad essa connessa, e con ambulatori di specialità che tengano conto delle esigenze del territorio”.

“Un collegamento diretto e continuo tra i ventuno Comuni che fanno capo al nostro ospedale e l’azienda ospedaliera è indispensabile. Il dato preoccupante è che altri nosocomi quali Cuasso e Tradate sono abbondantemente coperti da finanziamenti pubblici, Luino no”, va avanti ancora Artoni.

Allora mi chiedo è solo perchè Luino non ha politici che si occupano del nostro territorio – incalza ancora il capogruppo di minoranza -? Luino è adeguatamente rappresentata nelle sedi istituzionali ove ci si occupa della sanità? A Varese il candidato sindaco e il presidente della Commissione Sanità regionale della Lega hanno dichiarato la necessità di un collegamento continuo tra l’azienda ospedaliera ed i Comuni del territorio. È quello che i luinesi chiedono da una vita. E se questi non sono solo proclami elettorali, vogliamo che si concretizzino al più presto. Attualmente la Lega ha in mano la situazione sanitaria regionale, e quindi tutte le possibilità di dare spazio alle esigenze di tutti i ventuno comuni che fanno capo al nostro nosocomio”.

E mentre i collegamenti tra Luino e Maccagno sono già difficoltosi, adesso si aggiunge la chiusura della provinciale tra Cunardo e Grantola – dichiara ulteriormente -. Ci rendiamo conto che la nostra zona rischia di restare ancora più isolata con un ospedale che non è in grado di fronteggiare emergenze? Non dimentichiamo il flusso turistico nel periodo estivo e quello scolastico, tale da aumentare la popolazione locale in modo sensibile; tutto ciò rende importante la presenza di una struttura sanitaria. Ed inoltre si vocifera una grossa difficoltà anche per la radiologia… ma dove andremo a finire?”, si domanda ancora.

“Se non si muovono i politici preposti sarà necessaria una spinta dal basso con cittadini e tutte le figure istituzionali delle nostre zone che vogliono farsi sentire e non accettano questo stato di cose , bisogna muoversi”, conclude Artoni.

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