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Varesotto | 14 Agosto 2021

Covid nel Varesotto: in un mese contagi raddoppiati, ma terapie intensive vuote

Nell’ultima settimana registrato un leggero calo di contagi, anche se crescono tra gli over 65. La maggioranza dei positivi non è vaccinata. Ecco i dati di ATS Insubria

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Come è emerso non solo dai bollettini quotidiani emessi da Regione Lombardia ma anche dalle comunicazioni date da alcuni sindaci, nelle ultime settimane i positivi al Covid-19 sono tornati ad aumentare, in quella che ormai si può definire come quarta ondata. In appena un mese, infatti, i contagi su tutto il territorio di competenza di ATS Insubria – come hanno mostrato i dirigenti nell’ultimo aggiornamento fornito ieri, giovedì 12 agosto – sono praticamente raddoppiati, con un balzo avvenuto in particolare tra il 15 e il 28 luglio, quando i nuovi positivi settimanali sono passati da 442 a 801.

Il picco sembra essere stato toccato a cavallo della fine di luglio e inizio di agosto, con 996 nuovi casi registrati (751 di questi solo nel Varesotto), mentre in questa ultima settimana si è iniziato a vedere un leggero calo, con 705 contagi in provincia di Varese e 904 complessivi, con 29.570 tamponi processati e una percentuale di positività pari al 6,7%: “Un andamento che – ha affermato il direttore sanitario di ATS Insubria Giuseppe Catanosofa ben sperare in una riduzione”. Il dato positivo, determinato soprattutto dagli effetti dei vaccini, è che questo importante aumento di persone che hanno contratto il Covid-19 non si è riflettuto sulle strutture sanitarie dove, al momento, le terapie intensive sono vuote e una cinquantina di degenti, su tutto il territorio, è ricoverata nei reparti ordinari.

L’analisi della situazione sul territorio rivela poi altri dati importanti sia per quanto riguarda le fasce di età colpite dal virus in questo periodo sia sul legame tra la comparsa di sintomi e la copertura vaccinale dei contagiati.

Con la maggioranza di casi concentrata tra i giovanissimi sotto i 18 anni e tra i 25-49enni, la principale preoccupazione espressa del dottor Catanoso è relativa all’incremento dei nuovi contagi riscontrata, fra l’1 e il 7 agosto, nei soggetti al di sopra dei 65 anni che, specialmente se non vaccinati, sono tra coloro più a rischio di ammalarsi in modo grave.

Per quanto riguarda il nesso tra positività, sintomatologia e vaccini, secondo quanto riportato da ATS e in linea con ciò che viene riscontrato praticamente ovunque, la maggioranza delle persone (all’incirca il 75%) che sta contraendo il virus in questo periodo non ha ancora ricevuto il siero anti-Covid e rappresenta la quota più alta dei ricoverati. C’è comunque da evidenziare un’ampia fascia di popolazione, sia tra i vaccinati sia tra coloro che non lo sono (soprattutto i più giovani), che manifesta un’assenza di sintomi, mentre la situazione cambia quando si parla di sintomi più moderati, presenti in special modo tra i non vaccinati.

Venendo invece, in ultimo, all’incidenza, nell’ambito territoriale dell’ASST Sette Laghi si registrano i valori più alti: il Luinese risulta essere l’area con l’incidenza più alta (147), seguita dal Lavenese (115) e dall’Arcisatese (96). In ogni caso anche tutti numeri ben lontani dalla soglia limite dei 250 casi per 100mila abitanti.

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