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Valceresio | 7 Agosto 2021

Porto Ceresio, Cuasso e Besano: è allarme medici di base

Pensionamenti e cambi di sede lasciano 10mila persone con tre medici a disposizione. I sindaci si rivolgono ad ATS: “Rischio di negare diritto all’assistenza sanitaria”

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La carenza dei medici di base è un problema che si fa sentire in maniera prepotente in diverse aree del Varesotto, compresa l’alta provincia. Sollevato molto spesso dal consigliere regionale del Partito Democratico Samuele Astuti, che ha più volte sollecitato provvedimenti atti a sopperire alla mancanza sempre più consistente di questa categoria di medici, è un fattore che genera amarezza e malcontento fra la popolazione, specialmente quella dei centri più piccoli che vengono più facilmente a trovarsi privi di questo servizio essenziale.

Una situazione di particolare difficoltà, in tal senso, si sta verificando in Valceresio dove, tra Besano, Cuasso al Monte, Porto Ceresio e, solo in parte, Brusimpiano, sono rimasti praticamente solo tre medici ad assistere un bacino di utenza di 10mila persone. Fra pensionamenti, cambi di sede e comportamenti definiti “anomali” da parte di alcuni professionisti, come si legge nel breve comunicato del Comune di Cuasso al Monte, gli abitanti di questi paesi si sentono abbandonati nella tutela della propria salute.

Fatto che ha spinto, oltre all’amministrazione cuassese, anche il sindaco di Besano, Leslie Mulas, a inviare ad ATS Insubria, nelle scorse settimane, delle lettere per segnalare le difficoltà e i disagi dei propri concittadini: “La questione è molto molto seria. È diventato quasi impossibile avere una assistenza medica di base, e i 3 dottori rimasti, che svolgono nel migliore dei modo il proprio lavoro facendo il possibile per aiutare i cittadini, non possono sobbarcarsi da soli” tutta questa utenza.

“So per certo che la stessa preoccupazione è condivisa anche dai cittadini degli altri paesi interessati, soprattutto in vista dell’autunno, con un probabile aumento dei contagi Covid e la conseguente paura dei pazienti di essere lasciati da soli. Il rischio dei cittadini di vedersi negato il diritto a una corretta assistenza sanitaria è dietro l’angolo”, ha scritto il primo cittadino besanese nella missiva indirizzata ad ATS, nella quale ha richiesto anche l’invio di almeno un medico di rinforzo, in attesa della pubblicazione delle nuove graduatorie.

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