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Luino | 30 Luglio 2021

Luino, lavori sulle fogne in centro: “I rimpalli di responsabilità non servono a niente”

I pescatori dell'alto Verbano criticano l'atteggiamento tenuto dagli amministratori durante l'ultimo Consiglio. "C'è stata la possibilità di modificare il progetto"

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Pubblichiamo di seguito un lettera firmata dall’associazione Pescatori Alto Verbano e dedicata al tema dei lavori sulla rete fognaria che si svolgeranno a Luino in piazza Libertà, a partire dal prossimo mese di ottobre.

L’intervento scritto, inviato alla nostra redazione, arriva a pochi giorni di distanza dall’ultimo dibattito sul tema in Consiglio comunale. Per i precedenti interventi dell’associazione sulla questione dei lavori in piazza, cliccare qui

Abbiamo letto con rammarico la notizia che la vasca prima pioggia verrà posizionata in Piazza Libertà, in uno dei punti più critici e pericolosi in caso di problematiche, di tutto il lungo lago luinese e soprattutto in bella vista per tutti coloro che giungeranno o si recheranno all’imbarcadero. Un gran bel biglietto da visita per i turisti!

Alla nostra associazione poco importano i rimpalli di responsabilità tra la vecchia e l’attuale Amministrazione, di certo ognuna ci ha messo del proprio (la prima ha approvato il progetto e la seconda, pur potendolo variare, non lo ha fatto).

Anche i discorsi sul rapporto costi/benefici lasciano il tempo che trovano quando le opere (di Euro 1.900.000,00) possono mettere a repentaglio l’ambiente acquatico e la sua biodiversità. Questi avrebbero dovuto essere gli elementi prioritari da tenere in considerazione e l’aspetto economico assume maggiore rilievo se si considera che si sarebbe potuto provare a ricorrere anche ai fondi del PNRR per la transizione ecologica.

Evidentemente la politica e la pubblica amministrazione non hanno ancora ben radicato il concetto di tutela e rispetto dell’ambiente in cui si vive e che dovrebbe essere strettamente collegato a risorse naturali come il cibo, e che la popolazione è sempre più coinvolta dai cambiamenti climatici.

Nel recente passato, con due comunicati riportati da questo giornale abbiamo sollevato le nostre perplessità e posto dei quesiti oltre che una proposta. Nessuna delle parti coinvolte ha tuttavia dato riscontro ai nostri dubbi, neppure per semplice cortesia (l’assenza della capacità di ascolto, di confronto e soprattutto della capacità di tornare sulle proprie decisioni è purtroppo dimostrazione di una “democrazia” ancora altamente immatura).

Per correttezza dobbiamo dare atto che nonostante ATO abbia risposto alla nostra esplicita richiesta inviandoci il progetto definitivo corredato da 11 relazioni e 70 tavole (oltre che disciplinari, carte topografiche, ecc.) essa tuttavia avanti alle nostre perplessità e richieste di cambiare il luogo di destinazione della vasca, s’è trincerata dietro la richiesta di un parere tecnico.

A nulla è servito evidenziare che i nostri dubbi non solo derivavano da anni di esperienza (e constatazioni sul campo) nelle semine di specie ittiche, ma pure erano dettate dal “buon senso di cittadini che conoscono, amano, vivono, tutelano e usufruiscono dei propri luoghi”.

Vorremmo rammentare a chi legge che da maggio ad oggi le possibilità di apportare modifiche esistevano e sono state espressamente esplicitate e segnalate anche dai tecnici nella riunione in videoconferenza della Commissione Territorio del 04 maggio 2021. Ci piacerebbe sapere se esse non sono state prese in considerazione solo per i maggiori costi oppure per una semplice questione di “comodità”.

La conseguenza più triste è che tutto questo prova che gli Enti pubblici ancora non considerano le nostre acque come una ricchezza del territorio da preservare, rivalutare e risanare, ma continuano invece a considerarle come mezzo speculativo nonostante la presenza di organi preposti alla loro tutela.

Dopo gli sversamenti di Colmegna per i lavori sulla S.S. 394, l’ultimo caso lampante di tale disinteresse nei confronti delle acque da parte delle Istituzioni è l’autorizzazione recentemente concessa per costruire una piccola centrale idroelettrica sul fiume Tresa con un potenziale di soli 140KW quando poco a monte c’è la centrale idroelettrica di Creva. Chi ne trae i benefici? Non di certo la biodiversità della già martoriata Tresa e tantomeno i cittadini che continueranno ad utilizzare i gestori a cui verrà rivenduta l’energia. Ma questa micro centrale che utilità pubblica ha?

Tornando alla vasca prima pioggia, la nostra associazione si adeguerà forzatamente alla scelta fatta, ma al primo sversamento a lago, accidentale o tecnico che sia, non mancherà di chiederne pubblicamente conto a tutti coloro che hanno voluto quest’opera senza valutare e considerare alternative.

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