Stresa | 21 Luglio 2021

Funivia del Mottarone, tre ipotesi per il rilancio dopo la tragedia

I progetti di riqualifica sono stati presentati ieri dai sindaci di Stresa e Baveno al ministro delle Infrastrutture Giovannini. Domani via all'incidente probatorio

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(Foto di copertina dal sito www.vconews.it) Poche ore dopo la tragedia del 23 maggio scorso, il ministro Enrico Giovannini fu tra i primi a recarsi a Stresa per incontrare gli amministratori locali, le forze dell’ordine e gli altri operatori e volontari impegnati nei drammatici momenti successivi all’incidente che ha causato la morte di quattordici persone, e per predisporre quella commissione parlamentare che ora svolge una attività di supporto in favore degli inquirenti.

Ieri, a quasi due mesi esatti dall’incubo di quella mattinata di fine primavera, il titolare delle Infrastrutture è tornato sul territorio per ascoltare la voce di chi il territorio lo rappresenta, nel momento più difficile di tutta la sua storia. A colloquio con i sindaci di Stresa e Baveno, Marcella Severino e Alessandro Monti, il ministro ha visionato le prime bozze di progetto finalizzate ad inquadrare il futuro della località turistica travolta dalla catastrofe della funivia.

Le idee che hanno fino a qui segnato un punto d’incontro tra gli amministratori sono tre. La prima riguarda l’ipotesi di sostituire l’attuale funivia con tecnologie più moderne; la seconda idea è quella di realizzare un nuovo tratto di funivia tra la stazione a valle di Stresa e quella intermedia di Alpino, completando l’ultima parte di tragitto – per giungere in vetta al Mottarone – con una ferrovia; la terza e ultima proposta che andrà valutata, anche sulla base dei fondi che verranno raccolti coinvolgendo gli enti superiori e i parlamentari legati alla realtà locale, è quella di costruire un nuovo tratto di funivia, cambiando però la collocazione dell’impianto, e spostando dunque l’itinerario per arrivare in quota verso Omegna, allo scopo di collegare i laghi Maggiore e d’Orta.

Per quanto concerne invece le indagini, è prevista per domani la prima udienza dell’incidente probatorio sui resti della cabina tre. Nel corso dell’udienza il gip Elena Ceriotti nominerà il perito incaricato di fare chiarezza sulle cause dell’incidente e sulla rottura della fune che forniva il movimento alla cabina. Sarà il professor Antonio De Luca dell’università Federico II di Napoli ad occuparsi dei delicati accertamenti, atti a cristallizzare una serie di elementi che assumeranno poi un peso centrale durante il processo.

Alle operazioni parteciperanno anche i consulenti nominati dalle altre parti coinvolte: i quattordici indagati – tra cui il gestore della funivia, Luigi Nerini, il capo servizio Gabriele Tadini e il direttore d’esercizio Enrico Perocchio – e i familiari delle vittime e del piccolo Eitan, il bambino di cinque anni unico sopravvissuto allo schianto. In sede di incidente probatorio verrà inoltre verificato il contenuto della scatola nera appartenente alla cabina tre, che potrebbe aver immagazzinato informazioni rilevanti sulle anomalie intervenute prima che la cabina invertisse all’improvviso il senso di marcia. Per poi precipitare.

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