L’emergenza sanitaria che ha coinvolto tutto il mondo ha portato i privati e le famiglie a preferire la liquidità rispetto agli investimenti. Ovviamente si tratta di una scelta collegata agli eventi, perché comunque gli italiani stanno dimostrando di avere un sempre maggiore interesse nei confronti delle soluzioni offerte dai mercati finanziari e dei vari prodotti di investimento.
Le analisi di mercato dimostrano che gli abitanti del Bel Paese hanno una preferenza nei confronti degli investimenti a basso rischio: si tratta spesso di posizioni di lungo periodo che garantiscono rendimenti contenuti. L’aspetto sicurezza rimane quindi quello a cui viene data maggiore attenzione, ma quali sono gli investimenti a basso rischio che offrono un alto rendimento?
Il rapporto tra rischio e rendimento
Quando si parla di investimenti è necessario fare subito una premessa: il rischio zero non esiste. Il rischio è una componente essenziale degli investimenti: può essere più o meno alto, ma c’è sempre. Per questo quando si parla di investimenti sicuri in realtà si fa riferimento a quelle soluzioni di investimento che presentano i minori pericoli.
C’è poi un’altra regola che chi muove i primi passi in questo campo deve imparare: più è alto il rischio e maggiore è il rendimento. Questo significa che, di norma, gli investimenti a basso rischio sono caratterizzati da rendimenti molto contenuti. Esistono infatti investimenti sicuri ma redditizi come spiegato dagli esperti di Borsamercato.com, che offrono guide e approfondimenti relativi al mondo dell’economia e della finanza.
Tipologie di rischio negli investimenti
I rischi legati agli investimenti possono essere di diverso tipo. Il rischio di controparte è il pericolo che il soggetto a cui sono stati dati i soldi non sia in grado di restituirli; il rischio di mercato si verifica quando il mercato non si comporta nel modo previsto; il rischio di cambio è quello a cui va incontro chi investe nel Forex o in strumenti in altre valute; il rischio di inflazione è il pericolo che il denaro perda valore durante il periodo di investimento.
Anche se non può essere eliminato del tutto, il rischio può essere comunque limitato. Innanzi tutto, il risparmiatore deve limitare i suoi investimenti ad importi che può permettersi di perdere: in questo modo, anche se le cose dovessero andare male, non andrà in rovina. Bisogna poi imparare a diversificare in modo intelligente il proprio portafoglio e ad utilizzare gli strumenti di controllo del rischio messi a disposizione dalle piattaforme di negoziazione.
Titoli di stato ed obbligazioni
Probabilmente quando si parla di investimenti sicuri, la prima opzione che viene in mente sono i titoli di stato. Il livello di sicurezza, ovviamente, è legato alla solidità dell’emittente: acquistando i bond emessi da Paesi che offrono ampie garanzie di affidabilità si ha la (quasi) certezza di riavere i soldi investiti, ma il rendimento sarà decisamente contenuto. I titoli emessi dai Paesi emergenti o in difficoltà, invece, offrono interessi molto elevati, ma le somme investite sono più a rischio.
Un discorso simile si può fare anche per le obbligazioni: il rapporto tra rischio ed investimento è collegato all’affidabilità ed alla solidità del soggetto emittente. In pratica chi investe in obbligazioni sta prestando dei soldi a chi le ha emesse, che si impegna a restituire le somme a scadenza del titolo ed a ricompensare l’investitore riconoscendogli un interesse. Più la società emittente è solida, minori saranno i rischi ed i rendimenti.
I rischi legati agli investimenti in titoli di Stato ed obbligazioni sono quelli di controparte e di inflazione. Esistono anche le obbligazioni indicizzate all’inflazione, il cui rendimento è legato proprio all’andamento del potere d’acquisto della moneta e che quindi riducono il rischio di ricevere alla scadenza del titolo un capitale nominalmente maggiore, ma in realtà più piccolo rispetto a quello investito.
Investimenti a basso rischio: buoni postali e conti deposito
Come detto la maggioranza degli italiani non ama molto il rischio. Per questo motivo i prodotti di investimento postali continuano a riscontrare un ottimo successo. I buoni postali vengono collocati da Poste Italiane, ma sono emessi da Cassa Depositi e Prestiti e sono garantiti dallo Stato. I pericoli in questo caso sono molto bassi (l’unico rischio è il default dello stato italiano) ed i costi sono praticamente nulli (si paga solo l’imposta di bollo per investimenti sopra i 5.000 euro), ma i rendimenti sono davvero contenuti.
E poi ci sono i conti deposito. Sono dei prodotti bancari simili ai tradizionali conti correnti, dai quali si distinguono per la limitata operatività (è possibile solo fare versamenti e prelievi tramite il conto corrente collegato) e per i tassi di interesse attivo riconosciuto alle somme depositate. Nei conti deposito vincolati i rendimenti sono maggiori rispetto a quelli liberi, perché le somme depositate rimangono bloccate per un determinato periodo di tempo.
Esistono anche delle soluzioni ibride, ovvero conti vincolati che consentono di liberare le somme, ma perdendo il tasso di interesse maggiorato. I rischi dell’investimento sono quelli di controparte e, per i vincoli a lunga scadenza, di inflazione. Il rischio di controparte però è abbastanza limitato, visto che l’adesione delle banche al fondo interbancario di tutela dei depositi assicura una copertura fino a 100.000 euro per ciascun depositante.
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