EMERGENZA CORONAVIRUS (ATTIVITÀ APERTE E CONSEGNE A DOMICILIO ) Segnalaci la tua attività Guarda tutte le attività
Luino | 20 Luglio 2021

Luino, prima la lite al bar poi le minacce ai carabinieri: “Vi ammazzo tutti”

Un uomo classe '86 è a processo per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni. I fatti risalgono al 2018. L'alcol, un battibecco, poi la rabbia e il parapiglia

Tempo medio di lettura: 2 minuti

La sera del 3 ottobre 2018 fu parecchio movimentata per i clienti e lo staff di un noto locale situato nel centro di Luino, a pochi passi dal municipio. Per quei fatti è ora a processo un uomo classe 1986, accusato di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni.

L’imputato è comparso questa mattina in aula presso il tribunale di Varese, dove a parlare sono stati però i testimoni di quei momenti particolarmente concitati, scaturiti da una banale lite e dall’eccessivo consumo di alcol.

Tutto cominciò con una telefonata partita dal locale e indirizzata ai carabinieri della città lacustre. Un cliente del bar chiedeva il loro intervento per uno schiaffo ricevuto a seguito di un battibecco, a sua volta generato da una battuta di troppo che l’odierno imputato aveva rivolto all’autore della segnalazione, un vecchio compagno di scuola, evidentemente non disposto a lasciarsi andare a tutta quella confidenza.

Furono due militari del nucleo radiomobile a recarsi sul posto. Identificarono il soggetto che aveva telefonato poco prima, e subito dopo anche la persona che l’aveva schiaffeggiato. Ovvero l’imputato. Quest’ultimo, rifiutandosi di esibire i documenti alzò i toni, e davanti al tentativo dei carabinieri di placarlo, si gettò a terra fingendo di aver ricevuto un colpo. Nel parapiglia finì sul pavimento anche uno dei due militari. A quel punto l’uomo era già diventato intrattabile, hanno ricostruito in aula i due carabinieri, uno dei quali, dopo la caduta, incassò un calcio dall’imputato e dovette in seguito recarsi in ospedale per accertamenti (poi messi a referto con cinque giorni di prognosi). “In quel frangente ha cercato anche di mordermi” ha fatto sapere l’appuntato.

“Da soli non ce la facevamo – ha raccontato l’altro carabiniere chiamato a testimoniare – abbiamo chiesto il supporto della polizia“. Con gli agenti arrivò anche il personale medico che praticò una iniezione di tranquillante a quel soggetto così furioso. Iniezione che bastò a malapena per il trasporto in pronto soccorso, dove i problemi ricominciarono. Prima, però, l’uomo aveva toccato l’apice della sua rabbia sbattendo volontariamente la testa al suolo e procurandosi una ferita, per poi minacciare le forze dell’ordine presenti attorno a lui: “Vi faccio vedere io, vi uccido. Vi uccido tutti, so dove abitate”, queste alcune delle frasi messe a verbale dai carabinieri.

Quella sera l’uomo avrebbe dato di matto soltanto alla vista dei militari e dei poliziotti .”Prima del loro arrivo si era già calmato“, ha spiegato nel corso dell’udienza l’amico che era con lui e che prima che la situazione degenerasse, aveva provato a farlo ragionare. “Ha perso il controllo quando hanno tentato di ammanettarlo – ha affermato il ragazzo, un trentenne residente a Luino – nel mentre è stato colpito, il giorno dopo era pieno di lividi”. Per meglio inquadrare l’accaduto, pur senza giustificare la violenza, il giovane ha poi aggiunto che l’uomo veniva da un periodo nero: “Aveva da poco perso il lavoro e anche la ragazza”. Forse aveva cercato una valvola di sfogo rivolgendosi ad una persona fidata, uscendo per un aperitivo. Un aperitivo durato a lungo e al termine del quale l’effetto di birre e cocktail ha prevalso su tutto il resto.

Il dibattimento proseguirà con la testimonianza del proprietario del locale. Poi le parti formuleranno le proprie richieste.

Vuoi lasciare un commento? | 0

Lascia un commento

"Luinonotizie.it è una testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del tribunale di Varese al n. 5/2017 in data 29/6/2017"
P.IVA: 03433740127