Roma | 15 Luglio 2021

Covid, green pass per ristoranti e bar: la proposta fa discutere

Per il commissario Figliuolo porterebbe ad un aumento significativo di vaccinati, ma la misura divide la politica e le categorie. Si attendono nuovi dati sul contagio

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La proposta di “iniziare ad applicare sul serio il green pass”, per usare le parole del sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri, scalda la politica e gli esercenti.

C’è un modello di riferimento dietro al dibattito scattato nelle scorse ore, ed è quello della Francia, paese dove il presidente Emmanuel Macron ha annunciato l’imminente obbligo ad esibire il certificato verde per poter frequentare ristoranti e caffè, e per poter usufruire di treni e aerei.

In poche ore il sistema francese di prenotazione delle vaccinazioni anti Covid ha subito un’impennata, con circa un milione di adesioni e con il coinvolgimento in larga parte – circa il 65% – dei giovani, evidentemente preoccupati dal rischio di essere tagliati fuori dalla vita sociale.

Proprio questa improvvisa reazione ha convinto prima di tutti il commissario straordinario per l’emergenza Francesco Figliuolo, che ha aperto una riflessione sull’utilità di seguire la medesima linea per persuadere gli indecisi e guadagnare dunque in termini di soggetti vaccinati. Che tradotto significa più sicurezza per tutti.

Lo scenario, come detto, divide la politica (particolarmente critici Lega e Fratelli d’Italia, con Giorgia Meloni che ha parlato di “idea raggelante”) e le associazioni di categoria (la misura sembra non convincere i ristoratori, a differenza degli albergatori). Senza dimenticare il tema della privacy, ancora tutto da valutare, così come l’opportunità di concedere un’alternativa, tramite tampone, per l’accesso a luoghi e servizi. Per Figliuolo l’estensione del certificato rappresenterebbe inoltre un’occasione per intercettare il popolo delle discoteche e passare così ad una graduale e più sicura riapertura delle strutture.

Una decisione arriverà ma le tempistiche sono ancora tutte da definire. Quello che appare certo è che non ci saranno sconvolgimenti da qui a venerdì, giorno fissato per il consueto report su vaccini e contagi, utile in questo caso anche per capire la portata dell’eventuale provvedimento in rapporto al contesto epidemiologico, su cui pendono le incognite della variante Delta. Incognite che stanno rimettendo in discussione la tenuta delle zone bianche. Non è escluso, secondo fonti Ansa, un incontro tra governo e comitato tecnico scientifico da qui alla fine della settimana.

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