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Luino | 11 Luglio 2021

Luino, “L’inerzia sul centro storico almeno non ignori l’altro centro, quello delle Betulle”

Lunga lettera quella di Diego Intraina sul centro sportivo: "Il tempo per poter agire all’interno del PNrr è breve, non facciamolo trascorrere inutilmente!"

Tempo medio di lettura: 4 minuti

Sempre in relazione alle opportunità messe a disposizione dal Pnrr, Diego Intraina ha inviato una lettera in redazione che, dopo aver affrontato il futuro del centro storico di Luino, oggi riflette ed analizza il quadro della situazione al centro sportivo “Le Betulle”.

A seguito di quanto pubblicato in questo giornale in merito al Centro Storico di Luino – a cui purtroppo, fino ad oggi, non si è avuto nessun riscontro, sia da parte della politica locale che della amministrazione comunale in merito alle potenzialità e possibilità di utilizzare in modo intelligente i finanziamenti del PNrr (Piano Nazionale di ripresa e resilienza) per una auspicabile “rigenerazione urbana” – vogliamo lanciare un’altra proposta su cui sarebbe interessante e auspicabile operare.

Il PNrr e la missione M5C2.
3 Investimento
3.1: Sport e inclusione sociale

L’investimento è finalizzato a favorire il recupero delle aree urbane puntando sugli impianti sportivi e la realizzazione di parchi urbani attrezzati, al fine di favorire l’inclusione e l’integrazione sociale, soprattutto nelle zone più degradate e con particolare attenzione alle persone svantaggiate. (pag. 215)

A pagina 220 apre una finestra:

Lo sport

Il mondo dello sport rappresenta una delle principali reti associative della società italiana. Gli operatori sportivi in Italia sono oltre 1 milione, i cittadini che praticano sport superano i 20 milioni, mentre le associazioni e le società sportive sono oltre 70.000. Numerosi studi e ricerche scientifiche confermano come la pratica sportiva produca un impatto positivo sul benessere e sulla qualità della vita dei cittadini, riducendo il costo sanitario pro capite.

Non meno rilevante è l’importanza dello sport per la formazione dei giovani e il suo ruolo nel favorire l’inclusione sociale. L’attività sportiva ha inoltre un forte impatto economico, dall’impiantistica al turismo sportivo estivo e invernale, oltre alle molteplici attività complementari che vi ruotano attorno, da quelle manifatturiere a quelle delle attrezzature.

Alla luce del rilievo sociale ed economico dello sport, il Piano stanzia per il settore 1 miliardo di euro per due linee di investimento che riguardano il potenziamento delle infrastrutture sportive nelle scuole (300 milioni) e la creazione di impianti sportivi e parchi attrezzati (700 milioni).

Il primo investimento rientra nella Missione 4. L’obiettivo è potenziare le infrastrutture per lo sport e favorire le attività sportive, a cominciare dalle prime classi delle scuole primarie. Difatti, lo svolgimento di attività fisica sin dalla scuola e l’apprendimento di stili di vita sani costituiscono uno strumento per favorire il benessere psico-fisico e per contribuire al pieno sviluppo degli studenti. A questo scopo, i fondi stanziati serviranno a colmare la carenza di strutture e attrezzature sportive negli edifici scolastici, attraverso la costruzione e la ristrutturazione, potenzialmente, di oltre 400 edifici da destinare a palestre o strutture sportive.

Il secondo investimento rientra nella Missione 5. Si pone si l’obiettivo di favorire la realizzazione o la ristrutturazione di impianti sportivi e parchi urbani attrezzati, al fine di favorire l’inclusione e l’integrazione sociale. (pag.220)

Leggendo queste poche righe e l’esteso contesto in cui sono state inserite appare chiara l’insistenza di voler sottolineare una necessaria urgenza di innovazione. Una innovazione che dovrebbe essere la motivazione per intervenire su tutte quelle infrastrutture sociali che purtroppo risultano essere energivore e ormai superate dai tempi.

Lo scopo è doppio: ridurre gli sprechi di energia per mitigare gli effetti climatici, adottando logiche impiantistiche capaci di ottimizzare i costi di gestione, e l’altro soprattutto a soddisfare le politiche progressive sull’accoglienza, sui disagi e sulla inclusione sociale.

Leggendo queste considerazioni viene in mente un’altra importante realtà infrastrutturale e sociale presente nel Comune di Luino

Una realtà che purtroppo vive da sempre una condizione di sofferenza e di scarsa valorizzazione: il sofferente centro sportivo “le Betulle” e l’ambiente non valorizzato che lo circonda.

Un centro sportivo che potrebbe soddisfare finalmente la domanda non solo sportiva ma anche di benessere e di salute di un intero comprensorio territoriale e una complementare e connessa preziosa area paesaggistica ricca di molti componenti espressione di bio-diversità.

Area nominata, in uno studio di fattibilità risultato positivo finanziato dalla Fondazione Cariplo, “PLIS Smeraldo” (parco locale di interesse sovracomunale), una connessione di realtà che sarebbe meglio continuare a chiamare, per una loro semplificata descrizione territoriale, “Parco sovracomunale Bedea-Paü-Brughiere”.

Non possiamo sapere se i regolamenti regionali attuativi al PNrr confermeranno queste aspettative, questa narrazione e questo impegno finanziario, su queste sensibili qualità territoriali, infrastrutturali e ambientali. Siamo però convinti che sarebbe perlomeno sbagliato farsi trovare impreparati.

La storia del centro “Le Betulle”, nonostante le tante promesse private e i contributi comunali, ha insegnato l’impossibilità di uscire dalla permanente e progressiva decadenza strutturale. Difficoltà provocata da evidenti ragioni strutturali e di conseguente disavanzo di gestione. Condizione incentivata dagli eccessivi costi provocati da una datata tecnologia compromessa e superata, e da una offerta obsoleta di servizio non più corrispondente alle aspettative della articolata domanda.

Anche in questo caso, come per il centro storico, varrebbe la pena che questa amministrazione si concentrasse su una inevitabile e diversa visone prospettica e non si limitasse, come è successo anni addietro, a credere solo nelle promesse imprenditoriali.

Promesse che, con un po’ di impegno, potrebbero essere trasformate in seria collaborazione qualora venissero ben coadiuvate dalla mano pubblica verso una collaborazione pubblico-privato. Un serio partenariato che il PNrr non nega, anzi sembra auspicare e che, finalmente, potrebbe consegnare un felice destino questa volta positivo.

Magari oggi, e non come “ieri”, con una diversa e differente sensibilità politica intercomunale e da una coraggiosa attività politica comunale, si potrebbe scongiurare un ennesimo fallimento. Ma diventa necessaria una forte spinta di cambiamento verso una ricerca coerente e operosa di logiche comportamentali di co-progettazione.

Una coraggiosa tendenza all’insegna di “strutture di relazione” sia per quanto riguarda le innovazioni tecnologiche e soprattutto per soluzioni gestionali. Solo allora il centro sportivo potrebbe raggiungere un vero obiettivo di servizio alla salute e di educazione ambientale e climatica apprezzabile da parte di tutta la popolazione intercomunale.

Oggi, più di ieri, l’attività politica ha un altro grado di responsabilità

Ieri era sicuramente più difficile operare senza le opportunità espressa dal PNrr.

Oggi, rimanere impotenti e non tentare di organizzare finalizzati processi snelli di co-progettazione, capace di elaborare intuizioni e individuare rivoluzionarie strutture di relazione, oltre che di mitigazione, vuol dire non solo passare per ciechi ma, con qualche ragione, da irresponsabili. Per evitare questo scivolone è necessario, da subito, attrezzarsi di un ufficio studio PNrr composto da Assessori, Dirigenti e di Tecnici della società civile luinese, questi ultimi in parte rintracciabili nel già attivo Tavolo Istituzionale per il Clima.

Il tempo per poter agire all’interno del PNrr è breve, non facciamolo trascorrere inutilmente!

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