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Varese | 7 Luglio 2021

Lavena Ponte Tresa, incendio doloso presso la casa della ex: 36enne a processo

L'uomo è accusato anche di violazione di domicilio. I fatti risalgono al 2020, per la Procura fu una questione di gelosia. Chat inquietanti poco prima dell'allarme

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Appiccò un incendio all’interno dell’abitazione della ex perché accecato dalla gelosia e incapace di accettare la fine della relazione, tanto da arrivare all’estremo gesto compiuto mentre la donna era in vacanza, durante un giorno di gennaio dello scorso anno.

E’ questa la tesi sostenuta dalla Procura della Repubblica di Varese nel processo che vede imputato dei reati di incendio doloso e violazione di domicilio un uomo di trentasei anni. Un processo che ha appena preso il via, si apprende dalle pagine de La Prealpina, ma rispetto al quale gli inquirenti hanno le idee piuttosto chiare circa il movente e la dinamica di quanto avvenuto a Lavena Ponte Tresa. E in rapporto alle responsabilità del trentaseienne.

“In casa sua erano stati sequestrati sia una confezione di accendifuoco, un accelerante usato per i barbecue, sia un giubbotto bianco compatibile con l’indumento che indossava l’incendiario la notte del raid, il 22 gennaio 2020 – si legge sul quotidiano locale nell’articolo firmato da Massimiliano Martini -. Già, perché una vicina di casa, insospettita dal trambusto proveniente dal piano di sopra, ebbe la prontezza non solo di chiamare il 112 ma anche di scattare, alle 5.25, alcune fotografie all’uomo che scappava da via Zoni. Uomo che riconobbe come l’ex fidanzato della sua vicina di casa, persona di corporatura robusta, con un fisico da culturista”.

Tra gli elementi a sostegno della tesi accusatoria figurano inoltre le immagini delle telecamere del sistema di lettura targhe, che ripresero il passaggio dell’uomo a bordo della sua auto, in un orario compatibile con il fatto, e la localizzazione del suo cellulare nei pressi della casa della ex. A ciò, riporta ancora La Prealpina, si aggiungono poi i messaggi inviati dall’imputato alla donna, la notte dell’incendio. Uno in particolare: “Prima o poi tutti crepano… e tu sarai la prima“. I primi testimoni saranno chiamati a deporre in aula dopo l’estate.

(Foto di repertorio)

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