Aveva incendiato la villetta della madre, a Cadegliano Viconago, al culmine di una difficile situazione familiare, resa tale dai ripetuti litigi, ai quali erano seguite diverse denunce.
I fatti risalgono alla scorsa estate e oggi il protagonista di quella vicenda, un ragazzo di trent’anni già condannato per incendio doloso, violenza privata, maltrattamenti e lesioni, è finito nuovamente davanti al giudice del Tribunale di Varese, per quanto si era verificato a seguito del suo arresto, nell’agosto 2021.
Il ragazzo, già noto alle forze dell’ordine, una volta individuato come il responsabile del rogo, fu arrestato e condotto nella caserma dei carabinieri di Luino, dove diede in escandescenze. Da qui le ulteriori accuse di resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamenti aggravati, per le quali è stato giudicato questa mattina.
Tramite il suo legale, l’avvocato Giorgio De Vincenti, il trentenne, attualmente in carcere, ha patteggiato una condanna a due mesi di reclusione, che si aggiunge ai tre anni e quattro mesi a cui era già stato condannato per l’episodio della scorsa estate.
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