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Luino | 5 Luglio 2021

Luino, Chiesa gremita per l’ultimo saluto a Gianpiero Saredi

Tante questa mattina le persone che hanno voluto omaggiarlo. Grande commozione durante le esequie, toccante la lettera della figlia Karol a fine funzione

Tempo medio di lettura: 2 minuti

Un caldo abbraccio è stato quello riservato questa mattina dai tanti presenti a Gianpiero Saredi, 85enne spirato negli scorsi giorni dopo una lunga malattia tra l’affetto dei suoi cari, della moglie Margaret, dei figli Karol e Marco, dei nipoti e della sorella.

Gianpiero, nel 1985, ha aperto il ristorante Montesole di Porto Valtravaglia, noto locale in riva al lago non solo per i tanti cittadini della zona che da anni si lasciano sedurre dai piatti preparati dallo staff, ma anche per i numerosi turisti stranieri che ogni estate voglio gustarsi pranzo o cena a due passi dalla spiaggia.

Per questa ragione oggi, durante i funerali, erano decine e decine le persone che hanno voluto essere vicini alla sua famiglia, presso la Chiesa Prepositurale San Pietro e Paolo di Luino, per l’ultimo saluto. Una funzione celebrata dal prevosto, don Sergio Zambenetti, che ha reso omaggio ad un uomo che prima di tutto si è fatto conoscere sul territorio per la sua professionalità, la sua gentilezza e la sua disponibilità, dando lavoro in questi anni a tante persone.

“La parola del Vangelo che ho scelto ha un filo comune con la vita di Gianpiero – ha spiegato don Sergio durante la predica -, vale a dire quella del banchetto e della mensa. L’ho scelta perchè è adatta alla celebrazione per ricordare il nostro fratello Gianpiero, che ha vissuto la sua esistenza nella gioia del ristoratore, di chi prepara un banchetto, condividendo esperienze umane ed accogliendo tante persone nella sua vita”.

“La famiglia – ha continuato il prevosto – è il luogo di accoglienza per antonomasia. La prima mensa è quella che viviamo all’interno delle nostre case, sperimentando la gioia delle relazioni tra affetti e sentimenti. E per Gianpiero questa è sempre stata una vocazione, con una grande capacità di creare relazioni. Ha lasciato qualcosa di bello, il suo modo di essere rimarrà sempre nei nostri cuori”.

“Lui che ha sempre preparato tante feste, oggi entra nella festa senza fine, nel banchetto eterno di Dio, che aspetta tutti gli uomini – ha concluso don Sergio -. Lui che ha sempre servito per tutta la vita, ora trova il signore a servirlo. Ci lascia il suo esempio e il suo insegnamento, che sono importanti, soprattutto per i giovani. Una vita non sprecata, ma bella e carica di pienezza, che rimarrà per l’eternità”.

Toccante, invece, la conclusione dei funerali, con il feretro che ha lasciato la chiesa accompagnato dalle note di “Alleluia”, in una versione profonda e ammaliante, e, soprattutto, con le parole della figlia Karol: “Rimane il conforto di sapere che ora sei in pace, papà. Proviamo un grande vuoto interiore, infinito, ma cercheremo di colmarlo con i ricordi belli, i ricordi della tua riservatezza, delle tue carezze e dei tuoi abbracci. Bastava guardarti negli occhi per trovare amore. I tuoi insegnamenti duri, la tua simpatia e la tua allegria”.

“Il tuo modo buffo di parlare il dialetto, il tuo amore per i disegni e per la musica, con canzoni cantate insieme a squarciagola. Hai creduto in noi, in me e in Marco. Se oggi siamo quello che siamo lo dobbiamo a te e alla mamma. Sarai sempre dentro di noi. Non ho idea dove vadano le persone buone e giuste, ma so sicuramente dove restano“, ha concluso Karol.

La salma, infine, ha proseguito verso la cremazione.

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