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Varese | 27 Giugno 2021

Covid, 4 i casi di variante delta individuati nel Varesotto. “Sorveglianza e vaccini funzionano”

Costante l’attività di monitoraggio e sequenziamento dei positivi anche in casi di infezione di soggetti già vaccinati: replicazione virale e contagiosità molto basse

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Il calo dei contagi da Covid-19 e la prosecuzione della campagna vaccinale non sta comunque facendo abbassare la guardia agli enti sanitari, impegnati costantemente in varie attività di monitoraggio del territorio, con un’attenzione particolare rivolta alla diffusione delle varianti.

Tra quelle attualmente in circolazione è senza dubbio quella indiana, denominata con la lettera greca delta, a preoccupare maggiormente a causa della sua elevata trasmissibilità che la sta già rendendo prevalente nel Regno Unito e che, secondo le previsioni del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC), diverrà tale anche in Europa entro la fine di agosto.

Al momento la variante delta, in Lombardia, ha una diffusione intorno all’1,1% e, nel caso specifico della provincia di Varese, sono solo 4 i casi di coronavirus identificati grazie al sequenziamento – reso obbligatorio dalla Regione – che appartengono a questo ceppo e si tratta di persone perlopiù rientrate all’aeroporto di Malpensa dai Paesi a rischio (India, Sri Lanka e Bangladesh) per i quali è previsto un periodo di quarantena nei “Covid hotel”.

La rigida sorveglianza sui rientri tramite volo, da parte di ATS Insubria, è stata portata avanti negli ultimi mesi con un’azione impegnativa sotto tutti i punti di vista, con un più di 400 persone ospitate nelle strutture individuate proprio per consentire il necessario periodo di isolamento e costantemente monitorate sia con i test previsti sia nel caso di manifestazione di sintomi dell’infezione da Covid-19. Di queste, solo 29 sono risultate poi effettivamente positive al virus.

A essere costantemente impegnato con la valutazione dei nuovi contagi, sia quelli relativi agli ingressi dall’estero sia quelli di re-infezione di soggetti già guariti o positività riscontrate in persone già vaccinate, è il laboratorio di Microbiologia dell’ASST Sette Laghi guidato dal professor Fabrizio Maggi.

Grazie alle analisi condotte in questi ultimi tempi si è potuto constatare come l’effetto dei vaccini appaia davvero importante nel limitare fortemente la replicazione del virus in soggetti che hanno completato il ciclo di somministrazioni: nel corso dello screening sugli operatori sanitari, infatti, è stata riscontrata una positività in un soggetto asintomatico che, dopo pochi giorni, si è immediatamente negativizzato.

L’ipotesi, consolidata anche da episodi analoghi verificatisi in altri ospedali lombardi, è quella che l’alta sensibilità dei tamponi sia oramai in grado di recepire una replicazione virale anche molto blanda, determinata dal contatto con il Sars-CoV2, ma che il sistema immunitario sia capace di reagire in pochi giorni, portando il soggetto alla negativizzazione in tempi molto rapidi, senza che questo manifesti alcun tipo di sintomo. Sempre attraverso i test condotti in laboratorio è emerso come la carica virale presente negli organismi delle persone vaccinate risultate positive sembri essere talmente bassa da non infettare altri. L’appello che ATS Insubria rivolge a tutti è, in ogni caso, quello di continuare a non abbassare la guardia anche se la situazione è, al momento, in progressivo miglioramento.

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