(Foto di Matteo Aldeni) Si è svolta oggi la presentazione ad istituzioni e stampa del progetto di riqualificazione dell’ex magazzino di fine Ottocento di FerrovieNord a Laveno Mombello, che l’AVEV (Associazione Vele d’Epoca Verbano APS) sta trasformando nelle future Officine dell’Acqua.
L’ambizioso progetto nasce dalla passione per la tradizione nautica e affonda le radici nell’impellente necessità di salvare, tramandare e riscoprire il secolare rapporto con il Lago e le Vie d’acqua. “Officine dell’Acqua (OdA) – ha commentato Paolo Sivelli, direttore di AVEV e responsabile del progetto OdA – offrono, attraverso la rigenerazione di uno spazio urbano dimenticato, una grande opportunità sociale, culturale e turistica”.
La presentazione del progetto ha visto la partecipazione degli enti e delle istituzioni che hanno contribuito a dare il via alla realizzazione delle Officine dell’Acqua: (in ordine di intervento) il presidente di AVEV, il dottor Alessandro Corti, il vicesindaco di Laveno Mombello, Assessore alla Cultura, Istruzione, Turismo e Commercio, il professor Mario Iodice, il dottor Paolo Sivelli, direttore di AVEV e responsabile di Officine dell’Acqua, l’architetto Leonardo Bortolami, Maestro d’ascia e Responsabile della Scuola di Costruzione e Restauro, il professor Stefano Bruno Galli, assessore all’Autonomia e Cultura di Regione Lombardia e il Dott. Armando Vagliati, Manager di FerrovieNord.
Nel corso della presentazione sono state esposte le varie attività che verranno svolte nonché le potenziali partnership che dalle Officine nasceranno, forti del sostegno dell’amministrazione comunale, di Regione Lombardia, di FerrovieNord e delle principali associazioni del territorio, che incrementeranno il numero degli interventi a sfondo sociale e culturale a beneficio della Comunità territoriale.
L’area degli ex magazzini di FerrovieNord si configurerà non solo come semplice spazio espositivo dedicato alla tradizione ed alla navigazione delle acque interne, ma anche come luogo di aggregazione, fulcro e catalizzatore dell’ampia offerta culturale che il territorio circostante offre.
“La pianificazione territoriale – ha sottolineato Sivelli – non può prescindere dalla creazione di spazi sicuri, inclusivi e accessibili volti alla riscoperta del patrimonio culturale del territorio come strumento per implementare la coesione sociale e l’offerta didattico formativa”.
All’interno dell’intero complesso di 1650 mq circa sono state infatti individuate cinque aree destinate ad altrettante attività e funzioni: l’ufficio turistico, uno spazio espositivo inerente alle tradizioni e la navigazione delle acque interne, la biblioteca dell’acqua e del legno con annessa area studio e attrezzatura polifunzionale per convegni e meeting, un incubatore attrezzato per lavorazione ed esposizione dedicata a giovani artigiani ed artisti.
Cammeo del progetto, infine, la Scuola di Restauro e Costruzione di imbarcazioni della tradizione lacustre. Una realtà unica in tutta l’Europa Continentale, già avviata da AVEV, in collaborazione con l’Università di Genova, ed apprezzata sia in Italia sia all’estero, che darà ulteriore impulso turistico al territorio.
L’Associazione Vele d’Epoca Verbano è nata nel 2013 con lo scopo di promuovere e tutelare le imbarcazioni storiche che navigano sul Lago Maggiore. Numerose le iniziative organizzate fino ad oggi, dalla “Verbano Classic Regatta” al progetto di un museo-raccolta delle barche tradizionali del Lago Maggiore, dalla rinascita della “Coppa dei Laghi”, storico trofeo velico risalente al 1887, alla navigazione itinerante denominata “Vagabondi del Lago”.
Nel 2016 sono stati la prima delegazione italiana ad avere accolto l’invito di partecipare, con 5 barche in rappresentanza della marineria italiana, al Festival Marittimo di Brest, il più importante del mondo. Sono seguite le spedizioni alla Settimana del Golfo di Morbihan (Francia) e ai festival marittimi di Stari Grad (Croazia) e Sète (Francia).
Tra le varie iniziative la nascita della Traditional Sailing Academy, la scuola di vela a bordo di barche con armi classici e tradizionali, e il Corso di Restauro di Imbarcazioni in Legno svolto presso il cantiere dell’associazione in località Cellina (VA). Qui sono in fase di recupero scafi come il cutter inglese Tinka del 1951 e un modello di Light Crest del 1965 progettato da German Frers. L’attuale presidente AVEV è il varesino Alessandro Corti.
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