Società | 24 Giugno 2021

Caso Vaticano-ddl Zan, lettera in redazione: “Tutti devono opporsi alle discriminazioni”

In una lettera inviata alla nostra redazione il luinese Alessandro Franzetti interviene sul tema che ha innescato polemiche in questi ultimi giorni

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Dopo le polemiche degli scorsi giorni, con le ingerenze del Vaticano sulla politica italiana e sul ddl Zan, abbiamo ricevuto una lettera in redazione, che pubblichiamo, di un cittadino luinese, Alessandro Franzetti. Nella missiva il 37enne analizza e approfondisce la questione, toccando temi socio-politici strettamente attuali.  

Qualsiasi persona deve opporsi a tutte le discriminazioni. Tra queste vi è l’omobitransfobia che è un crimine gravissimo e va combattuta con tutte le forze possibili. Sono molto preoccupato per la recente legge ungherese che discrimina le persone LGBTI. L’Unione Europea dovrebbe bloccare i fondi comunitari ai paesi come quello governato da Orban e la nazionalista Polonia poiché non si stanno dimostrando democrazia compiute e liberali.

Anche la Chiesa Cattolica si batte contro tutte le discriminazione e accoglie le persone LGBTI come figli amati, e in molte diocesi del mondo sono iniziate grazie all’impulso di Papa Francesco apposite pastorali. La frase sull’aereo di papa Bergoglio “Chi sono io per giudicare un omosessuale che crede” è stata tradotta in otto anni di pontificato in realtà concreta. Ma già in un documento l’allora card. Joseph Ratzinger esprimeva parole di stima e misericordia per le persone con tendenza omosessuale. Detto ciò, sono a favore di una legge contro l’omobitransfobia, la misoginia e anche l’abilismo (perché tutti si dimenticano dei diversamente abili?).

Il DDL Zan che ho letto integralmente è in gran parte condivisibile. Tuttavia concordo con la nota del Vaticano che tale disegno di legge vada emendato in alcuni punti che riguardano la libertà religiosa della Chiesa cattolica in Italia (che è una libertà costituzionalmente garantita), la libertà di espressione e quella di insegnamento.

Una scuola paritaria cattolica (a proposito, la sussidiarietà è un valore non negoziabile e per rispondere ai pentastellati che vorrebbero chiudere le scuole cristiane dico loro che lo stato italiano qualora chiudessero spenderebbe dieci volte tanto per aprirle e gestirle in proprio) a mio parere non deve essere obbligata a insegnare le stesse cose della scuola statale. Ogni scuola ha il diritto dovere di insegnare come meglio crede, ovviamente nel rispetto dei programmi ministeriali e della Costituzione.

Infine vorrei dire al signor Fedez che da poco si è scoperto paladino delle persone omosessuali che la Chiesa cattolica non è fatta di evasori e di ricchi opulenti, ma di uomini e donne laiche e sacerdoti, vescovi e consacrati e consacrate che fanno il bene per tutti, senza tornaconti ma mossi dalla carità. Fedez mi viene da dire è il classico comunista col Rolex. Concludo con una bella frase del filosofo Severino Kierkegaard: “i numeri non decidono la verità”. E nemmeno i follower.

Alessandro Franzetti

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