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Luino | 17 Luglio 2021

Luino, “Ecco perchè bisogna approvare il DDL Zan”. L’appello ai senatori e alle senatrici

La lunga lettera di Alessandro Franzetti, ex presidente del consiglio comunale, che analizza e riflette su una questione attuale riguardante i diritti civili

Tempo medio di lettura: 3 minuti

Riceviamo e pubblichiamo la lettera, inviata alla nostra redazione, dal luinese Alessandro Franzetti, che lancia un appello ai senatori e alle senatrici riguardante il DDL Zan.

Egregio direttore,
La ringrazio per aver pubblicato il mio intervento in cui richiedevo le modifiche al DDL Zan.
Non ho cambiato idea.

Tuttavia essendo una persona pragmatica oggi penso che il DDL Zan veda approvato così come è, senza modifiche.
Per due motivi: ci sarà sempre tempo un domani per cambiare i punti della legge che non funzionano e sono troppi ideologici e poi perchè fin da piccolo mi hanno insegnato che l’ottimo è nemico del bene

Le chiedo gentilmente di pubblicare la lettera che ho inviato a tutti i senatori e senatrici della Repubblica.
La saluto con stima e deferenza.

Caro Senatore, cara Senatrice,

mi chiamo Alessandro, compio 38 anni il 22 luglio, vivo da sempre a Luino (VA), città bellissima sulla sponda lombarda del Lago Maggiore.

Sono laureato in Teorie della Comunicazione e ho conseguito il dottorato in Diritto e Scienze Umane con una tesi in semiologia su “La comunicazione politica nel referendum sull’acqua bene comune del 2011”.

Da sempre sono impegnato in parrocchia, sono stato catechista, animatore ed educatore in oratorio, membro del consiglio pastorale parrocchiale e ora faccio parte dell’assemblea sinodale, del gruppo ecumenico della Zona Pastorale di Varese (appartengo all’arcidiocesi di Milano), della commissione socio-politica decanale e sono lettore.

Tuttavia la mia passione è la politica, e sono stato presidente del Consiglio Comunale in una giunta di centrodestra. Sono di destra, e vado fiero di questa cosa.

Fatte queste premesse, aggiungo un’altra cosa importante, che dico anche se in un mondo ideale (ideale, appunto) non sarebbe nemmeno necessario dire: sono omosessuale. Sono dichiarato in famiglia, cogli amici, in parrocchia e nella vita pubblica. Penso tuttavia di essere fortunato, poiché non ho mai subìto episodi di bullismo o violenza.

Le scrivo poiché ho molto a cuore l’approvazione del DDL Zan. Sono deluso perchè di questa di legge si parla solo a riguardo delle sacrosante tutele per noi popolo LGBTI, e nessuno o quasi parla delle parti dedicate ad abilismo e misoginia.

In un un mondo ideale, come accennavo, non servirebbero tutele per categorie ad hoc, ma nell’Italia del 2021, ahimé, si. La mia è una storia fortunata, e sono accettato e ben voluto in parrocchia e in città, ma per molti LGBTI le cose non stanno così.

Molti di noi subiscono vessazioni, umiliazioni, offese verbali e fisiche, e spesso per paura non denunciano.

Allargare il perimetro dei diritti non fa diminuire i diritti alla maggioranza delle persone, bensì permette che non esistano cittadini di serie B.

Nel mio piccolo, nel mio lavoro di docente, nei miei incarichi in politica e nella Chiesa Cattolica ho sempre cercato di costruire un ponte tra gli LGBTI e il resto della popolazione. Ho la grazia di far parte di gruppi di cattolici LGBTI come il Guado di Milano e La Tenda di Gionata.

Ho un dialogo aperto su fede e omosessualità con moltissimi preti e alcuni vescovi tra cui il mio arcivescovo di Milano mons. Mario Delpini.

Ho la fortuna di avere genitori meravigliosi che oltre ad avermi adottato mi amano più delle loro stessa vita. Come vorrei che tutti fossero capiti e ben voluti come me.

Purtroppo la realtà non è cosi, basti vedere i molti casi di cronaca che coinvolgono persone arcobaleno. Pertanto, faccio a lei un accorato appello: le chiedo di votare il DDL Zan senza modifiche.

Si tratta di una legge di civiltà che non è né di destra né di sinistra.

Così facendo lei sarà protagonista di un grande anelito di bene, e ridurrà il gap esistente tra il palazzo e la gente comune.

Qui sotto può trovare il mio numero di telefono, se lo ritiene può chiamarmi così possiamo parlarne a voce.
Con infinita stima,

Alessandro Franzetti

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