E’ stato assolto perché “il fatto non sussiste” un quarantaquattrenne a processo per una serie di presunte omissioni riguardanti la corretta informazione dei dipendenti sui rischi legati alla sicurezza e alla salute sul lavoro.
L’uomo, titolare di una impresa edile con sede nell’alto Varesotto, si era rivolto a due artigiani per avviare un cantiere a Cassano Valcuvia e soddisfare, contemporaneamente, le tempistiche richieste dal committente. Tempistiche che mal si conciliavano, in quel periodo, con i suoi carichi di lavoro.
I fatti risalgono al giugno del 2017. Appena allestito il cantiere, gli ispettori del lavoro eseguirono un sopralluogo, redigendo un verbale sulle condizioni rilevate durante la visita, da cui sarebbe poi scattata l’indagine che ha portato al processo, celebrato presso il tribunale di Varese.
Per l’accusa quei due operai, che avrebbero dovuto occuparsi di una facciata, non erano stati adeguatamente formati sulla base delle normative di riferimento per i dipendenti, mentre la difesa dell’imputato, rappresentata dall’avvocato Lucia De Giorgi, ha fornito alcuni elementi a sostegno del fatto che i due artigiani, entrambi dotati di partita iva, non manifestarono alcun interesse rispetto ad una ipotetica assunzione. Semplicemente accettarono la proposta di occuparsi del cantiere in qualità di lavoratori autonomi.
In altre parole, ciò che è emerso durante l’istruttoria dibattimentale non ha consentito di provare con assoluta certezza che gli operai fossero dipendenti dell’imputato, il quale di conseguenza non avrebbe agito nella consapevolezza di aggirare la legge pur di completare l’opera nei tempi pattuiti. Il pubblico ministero Marco Brunoldi aveva chiesto al giudice Alessandra Sagone la condanna del quarantaquattrenne ad un’ammenda di seimila euro.
© Riproduzione riservata







Vuoi lasciare un commento? | 0