Luino | 8 Giugno 2021

Luino, un omaggio a Giovanni Falcone dalla classe IE delle scuole medie

Pensieri dedicati al magistrato sono stati portati all’albero a lui dedicato a Palermo. Ragazzi colpiti anche dal coraggio dello chef Natale Giunta. Ecco le loro parole

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Un approfondimento dedicato al tema della mafia, quello che la classe 1E della scuola media di Luino, plesso dell’Istituto Comprensivo “Bernardino Luini”, ha effettuato durante le ore di italiano, negli ultimi mesi di questo anno scolastico.

Gli studenti hanno letto il libro Per questo mi chiamo Giovanni di Luigi Garlando, autore di svariati volumi dedicati ai ragazzi tra sport, storia e attualità, e sono rimasti molto colpiti dalla vicenda e dal coraggio dimostrato da Giovanni Falcone: “Abbiamo pensato – raccontano – di riportare i nostri pensieri su dei fogli che la nostra compagna Emma ha attaccato sull’albero Falcone, a Palermo. Avremmo voluto essere tutti lì con lei!”.

E la stessa Emma si è detta “felice e orgogliosa” di aver portato con sé i messaggi dei suoi compagni e di averli attaccati sull’albero di via Notarbartolo dedicato alla figura del magistrato, vittima della strage di Capaci del 23 maggio 1992: “C’era tanta gente intorno all’albero… Mi sono stupita del fatto che ci fossero degli stranieri, soprattutto tedeschi. Ho visto con i miei occhi e ho constatato che la vita e la storia di Falcone sono conosciute anche all’estero”.

Tra i messaggi ci sono quelli di Michele – “Spero che ti facciano giustizia perché una persona come te non meritava di morire in quel modo” –, Lorenzo – “Anche se sei morto, tutti ricorderanno quello che hai fatto per farci vivere in un mondo migliore. Grazie mille Giovanni” –, Camilla – “Grazie per tutto quello che hai fatto; grazie a te la gente ha aperto gli occhi. Hai combattuto fino alla fine senza mai arrenderti!” –, David – “Grazie per aver aiutato l’Italia” –, Salvatore – “Ti ringrazio per tutto ciò che hai fatto per liberare la nostra amata nazione dai mostri che vi abitano e spero che in futuro si riuscirà a completare il tuo lavoro e a fare giustizia” – e Giulia – “Resterai sempre nei nostri cuori” –.

Oltre al testo di Garlando, agli alunni è stato proposto un video in cui lo chef siciliano Natale Giunta (noto volto televisivo) racconta la sua esperienza, con le minacce ricevute dai mafiosi e la richiesta di pagare il “pizzo” con i proventi della sua attività di ristoratore e il suo rifiuto, che lo ha portato a vivere sotto scorta. Giunta ha poi scritto un libro, Io non ci sto, per condividere la propria vicenda.

“Vedete questo video perché è tanto interessante – afferma Giulia – e vi fa capire che la mafia può essere molto pericolosa. Lo chef, però, si è fatto coraggio ed è andato a denunciare i mafiosi che lo avrebbero obbligato a pagare”, mentre per Giorgia “Questo video è molto significativo e si collega al libro Per questo mi chiamo Giovanni. Per me la soluzione è una sola: sconfiggere la mafia una volta per tutte, come stava cercando di fare Giovanni Falcone”.

“Avendo origini siciliane sento vivo questo argomento – è il commento di Jasmine – Anch’io condanno e non mi riconosco in quel sistema che ha ucciso Falcone e che voleva coinvolgere lo chef Giunta. Ammiro il coraggio e la forza di volontà con i quali Giunta ha affrontato i mafiosi, cacciandoli dal proprio locale. Non si è piegato ad un sistema che da molti anni miete vittime innocenti, distrugge famiglie e intere esistenze. È un argomento che tocca le nostre coscienze, che riguarda da vicino soprattutto noi giovani, per il nostro futuro e per quello dei nostri figli. Solo combattendo questo sistema possiamo riportare giustizia, senso civico e speranza per un domani migliore. Esistono persone coraggiose e forti, che non rinunciano ai propri sogni. La Sicilia non è solo mafia e criminalità, ma è anche e soprattutto voglia di vivere nella legalità, nel giusto e nel rispetto del prossimo. In fondo, se vogliamo, possiamo essere tutti un po’ Natale Giunta”.

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