Prima quattro, poi otto, infine sei, ed è quest’ultima la cifra che identifica il numero massimo di persone che potranno sedersi allo stesso tavolo di un ristorante in zona bianca.
Un numero individuato nelle scorse ore, frutto del compromesso raggiunto tra Regioni e Governo, inizialmente divisi tra il pressing di chi avrebbe voluto aumentare il totale dei commensali per tavolo (i rappresentanti dei territori), e chi ha cercato fino all’ultimo di difendere la linea della cautela (il ministro della Salute Roberto Speranza, che entro oggi dovrebbe firmare una nuova ordinanza per chiarire definitivamente la situazione).
Il limite scelto per le zone bianche – sei persone al chiuso – consentirebbe, secondo la linea del Governo, di effettuare in modo rapido ed efficace il tracciamento in caso di contatti con soggetti positivi al Covid. Nessuna restrizione è attualmente prevista per i posti all’aperto nelle regioni che possiedono i requisiti (al momento solo tre: Sardegna, Friuli e Molise).
Per quanto riguarda invece le zone gialle, resta da capire se il limite di quattro persone per ogni tavolo al chiuso verrà superato o rimarrà tale, almeno fino alla fine di giugno quando, stando alle previsioni del Comitato tecnico scientifico, l’intera Italia dovrebbe passare alla zona bianca. E il problema, a quel punto, verrebbe superato portando il limite a otto persone per tavolo, assecondando così la richiesta iniziale dei governatori. Ma le trattative sono ancora in corso e, prima delle comunicazioni ufficiali, la “conta delle sedie” potrebbe cambiare nuovamente.
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