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Valcuvia | 2 Giugno 2021

Valcuvia, risvolti legali per l’addio dei sindaci all’Unione dei Comuni del Medio Verbano

Brenta, Casalzuigno, Cocquio e Cuvio fuori dal consorzio a causa dei disservizi di polizia locale. Spunta una clausola, ma i primi cittadini non ci stanno

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Avrà dei risvolti legali l’uscita dall’Unione dei Comuni del Medio Verbano per il servizio di Polizia locale ufficializzata nei mesi scorsi dai sindaci di Cocquio Trevisago, Casalzuigno, Cuvio e Brenta.

Le amministrazioni dei paesi avevano lasciato il consorzio lamentando una inefficienza dei servizi offerti, ma oggi una clausola rescissoria prevista dallo statuto riapre la vicenda sotto un profilo che costringerà i sindaci coinvolti a procedere per carte bollate. E’ quello che si apprende dal quotidiano La Prealpina in un articolo firmato da Riccardo Prando, che ricostruisce la vicenda.

La scarsa efficienza lamentata dai primi cittadini, poi diventata il motivo dell’uscita dal consorzio, era legata principalmente ad una serie di mancanze quali telecamere non funzionanti, poca vigilanza nelle aree scolastiche e carenza di controlli anche nelle zone centrali dei paesi. Nella lista dei disservizi compare persino “un bando regionale sbagliato – si apprende da La Prealpina – un errore a causa del quale la Regione Lombardia ha richiesto il versamento di circa 60 mila euro complessivi a carico dell’Unione e del Comune”.

Se c’è qualcuno a cui spetta l’onere di risarcire, quel soggetto è il consorzio, che dovrebbe fare fronte, anche economicamente, ai danni provocati agli enti pubblici che vi erano legati. Questa, in sintesi, è la linea tracciata dal sindaco di Brenta, Gianpietro Ballardin, nel difendere i suoi interessi e quelli degli altri colleghi coinvolti, dopo la ricezione di una “ingiunzione di pagamento” inviata dall’Unione proprio in riferimento al sopracitato statuto e alle relative procedure da rispettare in caso di uscita.

Nel frattempo i comuni di Brenta, Casalzuigno e Gemonio hanno riorganizzato il fondamentale servizio di vigilanza firmando una nuova convenzione, basata sul concetto di prossimità e sul potenziamento della figura del vigile di quartiere, per garantire la sicurezza delle comunità locali nonostante lo spiacevole epilogo dell’esperienza all’interno dell’Unione. Un epilogo tuttavia solo parziale, perché a decidere sulle responsabilità e sugli obblighi di pagamento sarà una sentenza della sezione civile del tribunale di Varese.

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