Bruxelles | 2 Giugno 2021

Covid, estate: “Green pass” europeo da metà giugno: certezze e proposte al vaglio

Da oggi gli stati membri possono iniziare a emettere i certificati tramite apposita piattaforma, in vista del 15. La Commissione pensa ad ulteriori accorgimenti

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Il commissario europeo alla Giustizia, Didier Reynders, ha illustrato le linee guida del “green pass” che dal prossimo 15 giugno consentirà ai turisti di muoversi in sicurezza e in modo efficiente tra i Paesi membri.

Mancano ancora quindici giorni all’ufficializzazione dei certificati, e dunque alla loro entrata in vigore, ma già da oggi, per mezzo di una apposita piattaforma, gli stati comunitari possono emettere le rispettive certificazioni e riconoscere formalmente quelle degli altri Paesi, al fine di agevolare il più possibile il percorso che porta al raggiungimento di una linea comune sugli aspetti cruciali che riguardano gli spostamenti in vista della stagione estiva.

E tra gli aspetti cruciali, la priorità va sicuramente alla durata del pass che, come è noto, verrà rilasciato sulla base dell’idoneità ad uno dei tre requisiti già da tempo identificati. Il certificato sarà valido per le persone vaccinate dopo quattordici giorni dalla somministrazione della seconda dose di siero Astrazeneca, Pfizer e Moderna, e dopo la prima dose di Johnson&Johnson.

Chi è guarito dal Covid sarà esentato da test e quarantene, in funzione dei viaggi, nei centottanta giorni che seguono l’accertamento della positività. Per i tamponi, rapidi o molecolari, l’obiettivo è ottenere una durata condivisa da tutti i Paesi membri, che dovrebbe essere di 72 ore per i test molecolari e di 48 per quelli rapidi. Per i minori che viaggiano con la famiglia, anche se non vaccinati, dovrebbe essere confermata l’esenzione dalla quarantena.

Questo l’impianto base dello strumento. A tutto ciò la Commissione ha chiesto però di integrare ulteriori requisiti sulla base dell’indice di rischio stabilito dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (qui la mappa aggiornata), in previsione di possibili sviluppi negativi, sotto il profilo dei contagi, nei singoli Paesi.

Tali ulteriori accorgimenti non dovrebbero valere per chi arriva da zone verdi. Chi si sposta invece provenendo da zone arancioni dovrebbe sottoporsi ad un test rapido prima della partenza. Chi arriva da zone rosse potrebbe trovarsi di fronte alla richiesta di sottoporsi a quarantena, in assenza di test negativo. Chi si trova in una zona “rosso scuro”, infine, dovrebbe rinunciare al viaggio.

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