L’amicizia, quella vera, è uno dei rapporti più importanti nell’esistenza di ognuno di noi, e permette a tutti di essere sé stessi e di condividere le proprie passioni e sentimenti, tra gioie e dolori. Purtroppo, talvolta, il destino si prende gioco della vita e rende vani anni, mesi e giorni trascorsi insieme alle persone che più amiamo, portandole via per sempre.
E così, a quattro mesi dall’ultimo saluto ad Andrea Rossi, il 29enne luinese spirato a giugno dopo aver combattuto contro un male più grande di lui, supportato con amore dalla famiglia, papà Silvio, mamma Mirella e i fratelli Marco e Isabel, ieri pomeriggio a Maccagno con Pino e Veddasca i suoi amici hanno voluto ricordarlo e omaggiarlo, nel migliore dei modi possibili.
Infatti, in occasione dell’esordio casalingo della società neonata Lokomotiv Maccagno, iscritta al campionato di Serie D del CSI di Calcio a 7, grazie all’impegno e alla volontà di quattro ragazzi fondatori, Cristian e Luca Piazza, Andrea Roso e Piero Fontana, la squadra, composta da un gruppo di amici, ha voluto invitare la famiglia Rossi per ricordare Andrea, uno dei loro fratelli.
Commovente il ricordo, durante il quale oltre al minuto di silenzio prima del calcio di inizio, gli amici hanno consegnato a mamma Mirella e papà Silvio la maglia della squadra, con il numero 23 e il nome del figlio, “A. Reds”, con le firme dei compagni ed una frase resa nota dai tifosi del Liverpool, “You’ll never walk alone” (“Non camminerete mai da soli”).
«Per me è stato emozionante, ma allo stesso tempo commovente ricordare così Andrea, un amico vero che sarebbe dovuto essere con noi oggi – afferma Cristian Piazza, uno dei quattro fondatori della Lokomotiv Maccagno -. Abbiamo condiviso gli ultimi anni, eravamo tutti molto legati, giocavamo a calcio insieme. Nelle ultime stagioni, poi, anche il Fantacalcio ci univa, era in squadra con il nostro mister Maurizio Galeazzi. Volevamo fosse qui all’esordio casalingo, doveva giocare con noi, ma non è stato possibile. Però, ne sono certo, Andrea era con noi. E avrà sorriso vedendoci perdere».
«Un grazie specialissimo a mamma Mirella, papà Silvio e alla famiglia Rossi per essere stati con noi in questa giornata – racconta Piero Fontana -. Il ricordo di Andrea sarà sempre vivo perché anche se non è più qui fisicamente, vive in noi il suo ricordo da cui dobbiamo prendere spunto e ispirazione per affrontare la vita senza mai perdere la speranza, senza mai mollare».
«Ieri – spiega ancora Piero – è stata una giornata carica di emozioni che va al di là di un risultato calcistico, perché oggi abbiamo ricordato un amico, un fratello, un guerriero. Anche se ci definivi “calcisticamente ignoranti”, sono sicuro che da lassù vedendoci tutti insieme a ricordarti, un sorriso ti sarà scappato».
La partita è finita con la sconfitta della Lokomotiv per 5-2, ma il cuore, il coraggio e la grinta dei compagni e degli amici di sempre saranno quotidianamente presenti, su ogni pallone e su ogni sfida che la vita presenterà loro, provando a rendere felice proprio Andrea, che su quel campo avrebbe dovuto giocare con loro, ma che da oggi li potrà sostenere.
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