Scontata, la vittoria di Filippo Ganna alla cronometro che ha messo la parola fine al Giro d’Italia numero 104 con l’arrivo in Piazza Duomo a Milano, o forse no: una foratura nell’ultimo chilometro, infatti, ha fatto perdere una dozzina di secondi preziosi al verbanese, il cui primo posto stava per essere pericolosamente insidiato dal francese Remi Cavagna, frenato a sua volta da una caduta in curva avvenuta sempre negli ultimi mille metri di questa frazione.
Un sigillo arcobaleno all’inizio e alla fine della Corsa Rosa, quello apposto dal campione del mondo ventiquattrenne festeggiato ieri dalla sua Verbania, che adesso può celebrare non solo un Giro corso in maniera eccellente, ma anche e soprattutto il trionfo del suo capitano, Egan Bernal.
Il colombiano ha definitivamente conquistato la sua seconda grande corsa a tappe dopo il Tour de France del 2019, onorandola dando spettacolo fin dalla prima settimana con la vittoria a Campo Felice nella quale ha indossato quella Maglia Rosa che non si è più lasciato sfuggire fino a oggi, nonostante i momenti difficili di Sega di Ala e dell’Alpe di Mera durante i quali è comunque stato in grado di gestire i secondi di ritardo inferti da Simon Yates.
Il britannico ha chiuso il Giro in terza posizione mentre secondo, alle spalle di Bernal, si è confermato uno splendido Damiano Caruso: tanti anni da gregario per il ragusano che si è trovato, dopo il ritiro del capitano designato Mikel Landa, a poter pensare di lottare per la classifica generale come nuovo leader della Bahrain Victorious e che, ieri, ha dimostrato la sua forza e la sua tenacia tagliando per primo, da solo, il traguardo dell’Alpe Motta portando a termine l’attacco cominciato sulla discesa del passo San Bernardino.
Un Giro d’Italia emozionante dalla prima all’ultima tappa, quello di quest’anno, che ha visto anche il ritorno del pubblico del ciclismo sulle strade grazie all’allentamento delle restrizioni legate all’epidemia di Covid-19. Nonostante qualche assembramento di troppo, il calore dei tifosi è stato davvero molto sentito dai corridori: segno che il legame con il proprio pubblico è davvero qualcosa di inscindibile e di vitale per questo sport. (Foto © Giro d’Italia)
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