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Bruxelles | 20 Maggio 2021

Covid, variante indiana: “Limitare il più possibile i viaggi”. Appello da Bruxelles

I collegamenti aerei preoccupano la Commissione che chiede un'azione coordinata, tra i Paesi membri, per tagliare gli spostamenti non essenziali

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La Commissione europea ha rivolto un appello a tutti i Paesi membri allo scopo di promuovere una azione coordinata volta a ridurre ulteriormente i rischi di diffusione su larga scala della variante indiana del Covid. L’appello è stato formalizzato tramite una nota diffusa dall’esecutivo nelle scorse ore, e rilanciata dalle principali agenzie italiane. Nel testo viene inoltre citata la richiesta di alzare la guardia, rispetto al grado di pericolosità della mutazione, recentemente avanzata dall’Oms.

Ma in cosa consiste questa “azione coordinata”? Al centro dell’attenzione ci sono i collegamenti aerei tra il continente europeo e l’India, dove la situazione pandemica resta critica, con il sistema sanitario al collasso e la catena di decessi che continua a crescere: con 4.529 morti in ventiquattro ore è stato raggiunto ieri il dato più elevato a livello mondiale. L’obiettivo della Commissione è dunque quello di limitare al massimo le categorie di viaggiatori, andando a intercettare tutti gli spostamenti non essenziali, ai quali verrebbero sottratti solamente i viaggi per ragioni familiari inderogabili e quelli legati ai casi di protezione internazionale e ad altre circostanze di carattere umanitario.

La proposta arriva nelle stesse ore in cui la Gran Bretagna si sta interrogando sull’opportunità di rinviare la data di rimozione delle poche misure anti contagio ancora attive (distanziamento sociale e obbligo di mascherina), dopo che la campagna vaccinale, condotta a ritmi elevati, ha portato ad una ripresa quasi totale delle attività (negli scorsi giorni i pub e i ristoranti hanno ricominciato ad accogliere la clientela anche al chiuso). Stando alle prime reazioni suscitate dal dibattito, lanciato da un gruppo di scienziati che si sta occupando di analizzare la variante, il premier Boris Johnson avrebbe espresso perplessità circa lo slittamento della data di caduta definitiva dei divieti, attualmente fissata al 21 giugno.

E l’Italia? Nel nostro Paese la variante indiana è stata intercettata fino ad ora in una cinquantina di casi, avvenuti in prevalenza nel Lazio, in Veneto e in Liguria, e in misura minore anche in Trentino, Friuli, Lombardia, Puglia e Sicilia. Fino al 31 maggio è in vigore il blocco dei voli internazionali riguardanti l’India. In rapporto alla sospensione sono presenti in numero limitato alcune eccezioni, che ad esempio, tramite voli speciali, consentono a chi risiede in Italia di fare ritorno a casa. La misura verrà ridiscussa nelle prossime settimane e, a questo punto, anche le ultime preoccupazioni espresse da Bruxelles potrebbero incidere sulle future decisioni.

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