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Curiglia con Monteviasco | 17 Maggio 2021

Nonostante l’isolamento, Monteviasco non è sola: in tanti salgono verso il borgo

Fra le tante persone che ieri hanno affrontato la ripida mulattiera anche i giovani del Decanato di Luino. Celebrata una messa con i carabinieri e la sindaca Sahnane

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Una giornata grigia che prometteva pioggia non ha scoraggiato le tante persone che ieri, domenica 16 maggio, hanno imboccato la mulattiera che conduce da Ponte di Piero a Monteviasco per trascorrere qualche ora nel borgo della Valdumentina isolato dal novembre 2018 a causa dell’incidente che è costato la vita al manutentore della funivia, Silvano Dellea, e che ha portato al blocco dell’impianto, tuttora fermo.

Segno che non si vuole lasciare abbandonata a se stessa la piccola e suggestiva località di Curiglia, che dai suoi mille metri di altitudine osserva tutta la valle sottostante spingendo il suo sguardo in lontananza fino al lago Maggiore, e che, non appena l’allentamento delle restrizioni legate al Covid-19 ha permesso di tornare a spostarsi fuori dal proprio Comune, è ritornata subito una meta gettonata per godersi una giornata diversa dal solito.

Nella giornata di ieri non solo famiglie, coppie o piccole comitive di amici hanno deciso di inerpicarsi lungo i 1400 gradini in selce che si snodano per poco più di un chilometro in mezzo al bosco, ma anche una trentina di ragazzi del “Gruppo Giovani” del Decanato di Luino, accompagnati da don Giuseppe Cadonà e dal diacono don Angelo Papia che, dopo quattro anni di permanenza nel Luinese, verrà ordinato sacerdote a giugno e lascerà la comunità.

Con loro e con gli abitanti del borgo don Giuseppe ha celebrato la messa dell’Ascensione nella chiesa dei santi Martino e Barnaba, alla quale erano presenti anche la sindaca di Curiglia con Monteviasco Nora Sahnane, il capitano della Compagnia dei Carabinieri di Luino Alessandro Volpini e il comandante della stazione di Dumenza Giampaolo Paolocci che, insieme ai loro uomini, da due anni e mezzo ormai, non fanno mai mancare la loro presenza costante e tutto il supporto necessario ai montini.

Al termine della celebrazione la prima cittadina ha voluto ringraziare i ragazzi per la loro visita, che ha senza dubbio portato in paese una ventata di allegria, e la signora Lucia – una delle “colonne” di Monteviasco – ha voluto offrire a tutti loro un tè caldo, dando vita a un breve momento di convivialità e condivisione, rigorosamente all’aperto, prima di prendere la via del ritorno.

Nonostante l’isolamento prolungato, dunque, Monteviasco e la sua piccola e unita comunità non sono davvero soli. Di sicuro la riapertura della funivia potrebbe riportare lassù anche chi non si sente di affrontare la ripida mulattiera, ripopolando e facendo rinascere finalmente il borgo, grazie anche all’attività della neonata associazione “Monteviasco Borgo e Natura”: l’attesa e la speranza per una soluzione che conduca il prima possibile al ripristino dell’impianto, per il quale si attende il responso da parte del Ministero dei Trasporti, si fa di giorno in giorno sempre più forte.

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