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Luino | 4 Maggio 2021

Luino, fogne e lavori in piazza Libertà: “Perplessi ed esclusi dal dibattito”

I Pescatori dell'Alto Verbano commentano il progetto di Alfa, lamentando l'assenza di confronto con la comunità ed evidenziando dubbi su tenuta e scelta del luogo

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Pubblichiamo di seguito una nota firmata dall’associazione sportiva dilettantistica Pescatori Alto Verbano, dedicata al tema dell’importante intervento sulla rete fognaria luinese che i tecnici di Alfa srl realizzeranno in piazza Libertà.

Un progetto da quasi due milioni di euro che consentirà all’amministrazione di adeguarsi alle normative europee di riferimento e di risolvere definitivamente il problema degli sversamenti di liquami nel lago. Di seguito la nota dell’associazione. 

E’ di metà aprile la notizia che la società Alfa srl realizzerà sotto piazza Libertà, prospiciente l’imbarcadero di Luino, una “vasca prima pioggia” di 1.000 metri quadrati, con l’intento di evitare sversamenti della rete fognaria nelle acque del lago.

ASDPV, associazione affiliata FIPSAS (Federazione Italiana Pesca Sportiva e Attività Subacquee, ndr) che, rammentiamo, gestisce l’incubatoio ittico di Maccagno e ha come finalità la tutela ambientale e la difesa delle biodiversità, apprezza che le istituzioni si muovano per cercare di eliminare la vergognosa vista di acque putride e luride che periodicamente appare a cittadini e turisti sul lungolago (in particolare nella zona di palazzo Verbania).

Tuttavia il luogo in cui dovrebbe avvenire la posa/costruzione della “vasca prima pioggia” desta particolare perplessità e preoccupazione proprio per la sua vicinanza alle sponde del lago.

Dalle ricerche effettuate per appurare l’assenza di rischi di sversamenti di liquami, di erosione e/o di riverberi negativi della struttura sul sedimento lacustre abbiamo appreso che ATO (Azienda d’Ambito Territoriale Ottimale) ha indetto una “Conferenza dei servizi decisoria” alla quale stranamente non sarebbero state invitate le associazioni che lottano per la tutela delle biodiversità e neppure FIPSAS che, rammentiamo, gestisce tutte le acque provinciali proprio di concerto con Regione Lombardia.

Praticamente sembrerebbe già essere stato tutto deciso e progettato a priori, mettendo i cittadini davanti al fatto compiuto e togliendo ad essi qualsiasi voce in capitolo.

Nell’articolo menzionato all’inizio di questo scritto viene segnalata una “sinergia con il Comune di Luino, i residenti, i privati e i portatori di interesse della zona”. Alla nostra associazione questa sinergia non risulta (e come portatori di interessi diffusi, non siamo stati interpellati da nessun ente). Ma se anche così non fosse, proprio non si comprende per quale motivo la Pec del 25 aprile 2021 con cui ASDPV ha chiesto ad ATO i dettagli delle opere sia ad oggi completamente priva di riscontro.

Se, come tutti gli esperti sembrano sostenere, l’acqua di prima pioggia contiene alcune tra le sostanze più inquinanti in assoluto, viene spontaneo chiedersi cosa succederà nei periodi di emergenza meteorologica, posto che in quella vasca confluiranno anche molte delle reti fognarie luinesi. Non abbiamo potuto visionare il progetto ma, poiché è indispensabile concepire una vasca senza troppi pieni e sfioratori, lasciamo intuire al lettore dove possano riversarsi gli eccessi.

Altri interrogativi sorgono in merito a fetori e miasmi in uno dei punti più frequentati dai turisti e, soprattutto, sulla tenuta della vasca stessa: per quanti anni è garantita la tenuta senza infiltrazioni della vasca? E’ in grado la vasca di sopportare tutte le prime piogge e le successive, nonché gli apporti fognari, prima che queste vengano dirottate al depuratore di Voldomino? Come s’intende intercettare lo scarico del torrente Luina che proprio nei pressi di palazzo Verbania manifesta la sua putrida evidenza di raccolta di acque nere?

Ma, soprattutto, non è proprio dato sapere come verranno gestiti i reflui fognari che attualmente giungono in piazza Libertà durante i teorici otto mesi preventivati per i lavori? I lavori ancora in essere sulla SS394 molto probabilmente non hanno insegnato nulla. Forse il detto experientia docet non si applica per le pubbliche amministrazioni?

Sia chiaro che ASDAPV non è contraria alla vasca, ma ritiene che l’enorme manufatto può avere molte forme e può essere sicuramente posizionato anche in altre zone distanti dal lago e ciò indipendentemente dal rapporto costi/benefici dietro cui si nasconderà l’azienda incaricata delle opere (proprio come i citati lavori sulla SS394). Ma non dovremmo essere nell’era della transizione ecologica?

Confidiamo che l’amministrazione comunale voglia e possa, ascoltando le voci dei suoi cittadini, intervenire su questo progetto che pare sia stato approvato dalla precedente amministrazione con incontri tra il 2017 e il 2018, e probabilmente con l’autorizzazione di Regione Lombardia che però, grazie all’assessore all’Ambiente, ha stanziato venti milioni di euro, di cui tre milioni in tre anni, per tutta la provincia di Varese, per provvedere anche a quel disinquinamento delle acque che la stessa pubblica amministrazione regionale, con il benestare al progetto, contribuisce ad avvelenare.

indipendentemente dalle modalità di spesa del denaro pubblico, evidentemente nessuno vuol comprendere che nelle acque nere proprio non si può vivere. Cari luinesi, non sarebbe opportuno invitare tutti i partecipanti all’opera, nessuno escluso, ad un bagno se non nella vasca, nel fronte lago, durante i lavori?

Chi è interessato ad approfondire l’argomento sulla normativa ambientale è invitato a leggere il Decreto legislativo 152 del 2006 e s.m.i. aggiornato qui al 2021.

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