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Luino | 30 Aprile 2021

Luino, cittadino irregolare convola a nozze e non viene espulso: “Ha esercitato un suo diritto”

La richiesta di non luogo a procedere, avanzata dalla difesa dell'uomo, un 53enne di Cremenaga, è stata accolta presso il Giudice di pace grazie a un precedente

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Si è conclusa con una sentenza di non luogo a procedere, emessa presso il Giudice di pace di Luino, la vicenda di un cittadino di origini marocchine per il quale era stata chiesta la pena dell’ammenda di cinquemila euro, in relazione alla sua presenza da irregolare sul territorio italiano e alla violazione dell’articolo 10 bis del testo unico sull’immigrazione, relativa appunto al tema del soggiorno illegale.

All’uomo, un cinquantatreenne residente a Cremenaga, era stato notificato un provvedimento di espulsione, emesso a seguito della sopraggiunta scadenza del permesso di soggiorno che l’uomo, dopo aver perso il lavoro, non era più riuscito ad ottenere. La sua permanenza sul suolo italiano, tuttavia, era per lui giustificata da una questione più rilevante, ovvero l’intenzione già manifestata, rivolgendosi agli organi amministrativi competenti, di unirsi in matrimonio con una donna italiana.

Proprio la volontà di sposarsi, espressa tra le altre cose attraverso le pratiche avviate con il Comune e con il consolato, ha contribuito a far emergere l’irregolarità, poi superata attraverso le nozze e grazie alla richiesta della difesa dell’uomo, rappresentata dall’avvocato Alessandro Mario Malnati, accolta dal giudice Davide Alvigini.

Il legale, durante l’udienza, ha citato un precedente stabilito da una sentenza della Cassazione su un caso analogo, quello di un cittadino extra comunitario e irregolare per il quale a fare la differenza era stato il richiamo all’articolo 51 del codice penale, che configura la liceità di un comportamento messo in atto attraverso l’esercizio legittimo di un diritto (quello di sposarsi, anticipato nel caso specifico dalle pubblicazioni di matrimonio, antecedenti i controlli di polizia), seppur a fronte di una situazione come quella dello straniero irregolare che, per esercitare tale diritto, resta sul territorio dello Stato senza essere punito.

La tesi difensiva ha inoltre consentito di dimostrare il fatto che l’uomo non intendesse ricorrere a soluzioni di convenienza legate all’idea del matrimonio. “Aveva già ufficializzato l’intenzione di sposarsi prima che venisse emesso il decreto di espulsione – ha spiegato in aula l’avvocato Malnati – e nel tempo trascorso qui si è perfettamente integrato nella comunità, tanto da conoscere una persona che è poi diventata a tutti gli effetti sua moglie. Non ha mai avuto problemi con la giustizia, né ha mai dato prova di essere un individuo pericoloso”. Altro aspetto, quest’ultimo, citato dalla difesa del cinquantatreenne come testimonianza della perfetta integrazione, raggiunta nel tempo nonostante le difficoltà in campo lavorativo.

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