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Varese | 23 Aprile 2021

“La sagra degli appalti di ASST Sette Laghi”, il no dei sindacati

Le sigle sindacali criticano la scelta dell’azienda di esternalizzare i servizi: “Profitto a discapito della salute dei cittadini. Servono soluzioni condivise”

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Riceviamo e pubblichiamo un comunicato inviato alla nostra redazione da parte dei sindacati RSU – CGIL – CISL – UIL – FIALS – NURSING UP – NURSIND – CISAL in merito alla scelta operata dall’ASST Sette Laghi di procedere con l’esternalizzazione di alcuni servizi dell’azienda sociosanitaria.

Continua, da parte della ASST Sette Laghi, la politica sfrenata agli appalti/esternalizzazioni dei servizi. Dopo l’esternalizzazione della cucina/mensa, 35 posti letto di sub acuti, l’attuale Amministrazione ha deciso di appaltare alcuni servizi quali la logistica sanitaria (Farmacia) ed economale, il trasporto dei pazienti, la gestione delle camere mortuarie, dei parcheggi interni. Come se non bastasse, nel prossimo futuro, sono stati messi in cantiere ulteriori progetti di appalto di altri servizi.

La gara più rilevante è quella relativa alla gestione della logistica sanitaria che parte da una base di 15 milioni di euro per 9 anni.

Noi non vogliamo scendere in dettagli tecnici (visto che non ci hanno coinvolto), ma intendiamo fare alcune riflessioni sulle esternalizzazioni dei servizi nella pubblica amministrazione. Un’Azienda pubblica, dovrebbe privilegiare la qualità dei servizi pur considerando la riduzione dei costi esclusivamente beneficio dell’utenza.

Le vere motivazioni delle esternalizzazioni risiedono nell’orientamento politico della Regione, che con l’azienda Aria ha acquisito valutando esclusivamente il risparmio economico senza considerare i disservizi che si vivono nella quotidianità in Asst sette laghi, ad es. pulizie e biancheria. Le esternalizzazioni si configurano come parte di un ampio processo di progressivo smantellamento e svuotamento delle funzioni statali o regionali, dove la PA da produttore e prestatore di servizi diventa mero “regolatore”.

Il sistema delle esternalizzazioni può diventare uno strumento di sussidio pubblico a favore di profitti economici di soggetti privati a danno dei lavoratori e dei cittadini che da quei servizi dipendono. Quindi per il privato dov’è il rischio di impresa? Pressoché nullo! (solo guadagni certi e pochissimi rischi, per tutta la durata del contratto di appalto).

Alcuni economisti ipotizzano che nel lungo termine il fornitore, diventando socio di maggioranza, ponga le proprie condizioni alla committente PA sempre più indebolita e strozzata da questi “gruppi di pressione”, ma non solo: il binomio che lega esternalizzazioni e svalutazione salariale è semplice: per rimanere competitive sul mercato degli appalti, le aziende fornitrici hanno infatti ogni interesse a mantenere bassi i salari. L’utilizzo di contratti penalizzanti e con scarse tutele per i lavoratori, sia in termini di protezione che di condizioni
lavorative riducono il benessere lavorativo che concorre a incidere negativamente sulla qualità del servizio erogato.

Questa logica aziendalistica il cui unico obiettivo da raggiungere è il massimo guadagno in poco tempo segna una logica nella quale il profitto si ottiene a discapito della salute dei cittadini. Un esempio di ponderare bene le scelte di esternalizzare, contro ogni aspettativa, viene proprio dal paese in cui le esternalizzazioni hanno avuto origine: il Regno Unito. Da dieci anni a questa parte, infatti, sono fiorite nel contesto inglese molte vertenze sindacali ad alta visibilità, che hanno posto la re-internalizzazione dei servizi appaltati, riqualificando i dipendenti e rendendo efficienti ed efficaci e redditizi in tutti i settori, per offrire un ottimo servizio all’utenza al riparo da sprechi.

Alcune ASST stanno rivedendo la politica delle esternalizzazioni dopo avere appurato la netta sconvenienza, sia in termini economici che qualitativi, dell’erogazione dei servizi messi in mano ai privati. Al contrario, la ASST dei Sette Laghi, imprime un’accelerazione agli appalti senza studiare alternative, senza presentare analisi di fattibilità e, cosa più grave, senza coinvolgere preventivamente, le OO.SS. e la RSU. Ci si è voluti liberare di quello che per l’Azienda è un fardello e per le rappresentanze sindacali un valore aggiunto ineludibile, ovvero il punto di vista e il parere di esperienza di chi ogni giorno lavora sul campo e conosce bene dinamiche spesso oscure a chi non vuole ascoltare. Dall’ASST dei Sette Laghi nessuna apertura se non a cose fatte, nessuna spiegazione sulle scelte, nessun approfondimento per cercare di efficientare i servizi valorizzando le risorse interne a garanzia dei diritti di lavoratori e cittadinanza.

Non è mai tutto oro quello che luccica e, molte delle giustificazioni aziendali sugli appalti, sono specchietti per le allodole. Ma, in particolare chi ci guadagna nel lungo periodo? Le verità alla sfrenata corsa agli appalti sono altre e non spetta a noi cercarle! Certi processi, una volta attivati, sono difficilmente reversibili. O forse dobbiamo rischiare e aspettare che l’appalto aggiudicato al ribasso crei un disservizio tale da costringere l’Azienda a correre ai ripari? Penali, revoche e contenziosi giudiziari non li mettiamo nel conto? Il disservizio generato e i costi per recuperare non li mettiamo nel conto? Chi lo pagherebbe questo conto? Cittadini e lavoratori. Tutto cambia perché nulla cambi.

Pertanto, le scriventi OO.SS. e la RSU dicono NO a questa assurda politica sulle esternalizzazioni e invitano la Dirigenza della ASST Sette Laghi a sospendere la gara di appalto in essere sulla logistica sanitaria, e rivedere altre ipotesi di esternalizzazione. Suggeriamo di percorrere insieme la strada del giusto dialogo, al fine di trovare soluzioni condivise, sostenibili, efficienti e possibilmente alternative alle privatizzazioni. Il tempo sarà giudice, ma chi ha tempo non aspetti tempo.

Varese, 20 aprile 2021

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