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Luino | 20 Aprile 2021

CRI di Luino e Valli, la testimonianza di Manola tra Covid, rete sociale e formazione

Continua l’iniziativa del “quaderno di viaggio” del comitato locale della CRI. Il racconto di Scodeggio: “Trasformiamo la stanchezza e la tensione in sorriso”

Tempo medio di lettura: 4 minuti

Continua il “Way book”, il “quaderno di viaggio” che vuole raccogliere le esperienze di chi opera nella Croce Rossa di Luino e Valli.

Dopo la prima testimonianza di Stefano Pasta, coordinatore delle attività di soccorso in ambulanza e 118, è ora il turno della seconda, che vede protagonista Manola Scodeggio.

Volontaria CRI dal 2004, Scodeggio si racconta – anche in questo caso – attraverso le parole di Patrizia Martino, componente del team redazionale del comitato luinese della CRI.

Soccorritrice del 118, istruttrice per l’uso del defibrillatore e formatrice di strategie e per le manovre salvavita pediatriche, è inoltre vicaria operativa dell’Area di Protezione Civile del Comitato di Luino e Valli e oggi segue, su delega del Presidente, tutte le attività di coordinamento organizzativo all’interno dell’emergenza Covid-19.

Per affrontare situazioni di emergenza, come quella che ci ha visti e ci vede tuttora impegnati, occorre avere un’organizzazione vincente, lo afferma Manola Scodeggio, responsabile in Croce Rossa della logistica, del gruppo di protezione civile e dei servizi attivati in periodi di emergenza. Più che una convinzione, la sua è la consapevolezza di chi ogni giorno deve trovare le strategie più adatte per riuscire a far quadrare il cerchio rispetto a un numero considerevole di servizi impegnativi del Comitato territoriale della CRI.

Ho dovuto inseguirla per qualche giorno, prima di riuscire a concordare un incontro con lei.

Finalmente ci diamo appuntamento telefonico. Ti richiamo in videochiamata – mi propone appena risponde – così la telefonata è più empatica.

E’ in accappatoio, appena uscita dalla doccia dopo una intensa giornata lavorativa in Croce Rossa.

Malgrado la stanchezza, è contenta di parlare del suo impegno. Un lavoro che non è stato scelto a caso, fra tanti altri. Un lavoro che è nato dalla volontà di dedicare la propria esistenza al soccorso di chi ha bisogno, di chi soffre. Una scelta nata dal cuore, da una ferita che, in una madre, non può essere rimarginata. Manola però ha saputo trasformare il suo profondo dolore in resilienza, nella capacità di rimanere in pista sempre, sostenendo stress pesanti con rinnovata energia.

Ce l’hai la Croce sulla pelle – riferendosi allo stemma della CRI – la passione esce nei momenti di emergenza. La Croce Rossa ti dà tanto in termini di grandi valori e di profonda umanità, ma chiede anche tanto – afferma.

Forse sono proprio le due cose insieme che si trasformano per processo alchemico, generando quella grande forza d’animo che si chiama amore.

La forza – aggiunge – ti viene tanto dalla solidarietà che si crea con la squadra. E quando si torna alla base, abbiamo sempre la capacità di trasformare la stanchezza e la tensione in sorriso.

I suoi compiti sono molteplici e strettamente interdipendenti tra loro, tanto da dover sviluppare una grande abilità nel massimizzare i tempi, in funzione di un servizio efficiente ed efficace.

E’ vicaria operativa dell’obiettivo strategico emergenza, ma i suoi compiti sono molteplici.

Responsabile SOL (Sala Operativa Locale) della Croce Rossa di Luino, siede al tavolo del COC (Comitato Organizzativo Comunale); responsabile della mappatura dei bisogni del territorio, lavoro impegnativo e complesso, anche perché oltre alla mappatura come Croce Rossa, occorre lavorare in Rete con il COC.

Ogni tanto mi perdo tra una sigla e l’altra. Sorridendo si sofferma e con pazienza approfondisce. Mi sfiora il dubbio che possa spazientirsi, in fondo ha appena finito il suo turno di lavoro. Non è così, è evidente la passione con cui ne parla, tanto da non sentire la stanchezza ed entusiasmarsi nel raccontarmi l’organizzazione dei servizi, entrando nei dettagli.

L’emergenza sanitaria – spiega – è una piccola parte del lavoro che viene svolto dal Comitato di Luino. C’è tutto un mondo di servizi, in cui confluiscono tutte le attività che mirano alla promozione del sociale. E’ una macchina complessa e bisogna viverci dentro.

Approfondendo, emerge che l’abilità fondamentale consiste nella capacità di avere sempre la visione chiara di come sistemare le varie parti che devono confluire in un tutto. Occorre saper mantenere la concentrazione per tenere in evidenza ogni dettaglio e intervenire sempre in modo tempestivo

Il tempo la fa da padrone – chiosa Manola – bisogna saper approntare una catena umana che riesca a lavorare in sincronia. Per spiegare con un’immagine il mio lavoro, potrei usare quella di un puzzle complesso, da comporre in squadra: ogni parte deve trovare il suo posto giusto, in modo che tutto risulti ben incastrato. Abbiamo una squadra fantastica, ci sosteniamo a vicenda e insieme sentiamo sempre di potercela fare.

L’elenco dei servizi che sovraintende è ben nutrito: c’è il servizio dei trasporti; i servizi attivati per l’emergenza Covid, come la consegna dei medicinali o la spesa a casa; il Kit gentilezza, che consiste nella distribuzione dei pacchi viveri e che gestisce con la collaborazione di Barbara (ma anche di questo si parlerà in modo approfondito nel prossimo articolo); i tamponi; la formazione come direttore di corso e istruttore di strategie. A tutto questo occorre aggiungere anche la Rete con gli altri Comitati, con gli organismi centrali Regionali e con il Territorio.

Un particolare riguardo è dedicato alla formazione, momento fondamentale per la vita in CRI.

Sa di essere molto esigente con i corsisti, perché operare in CRI richiede un’adeguata preparazione e senso di responsabilità. Allo stesso modo trova però il tempo da dedicare a chi chiede un supporto, un aiuto in caso di difficoltà, anche per situazioni personali.

Una caratteristica della vita nel Comitato CRI di Luino e Valli è il valore che viene attribuito al gruppo.

Occorre sempre mantenere aperta la relazione con l’altro – precisa – è fondamentale avere la capacità di proiettarsi sul bisogno dell’altro.

Sa guardare con coraggio e sfida anche l’emergenza Covid, individuando i punti di forza da cui ripartire.

Da quando c’è il Covid – dice – siamo cresciuti nella tempistica, abbiamo affinato la nostra capacità organizzativa. Siamo diventati capaci di operare e pensare in Rete, cosa che prima facevamo fatica a fare. Ora invece sappiamo muoverci insieme e così riusciamo meglio a risolvere i problemi. Insomma – conclude – quando c’è un bisogno nel nostro Mondo, si muove un Mondo.

E’ stata una lunga e interessante chiacchierata, ma prima di darci appuntamento in sede, Manola ci tiene a precisare alcuni aspetti che mi sembrano molto interessanti.

Mi parla del nostro Presidente (Pierfrancesco Buchi, ndr), della sua capacità di mantenere sempre aperto il confronto anche quando ci si scontra su posizioni differenti, di come sa sempre essere disponibile nel trovare una risposta a tutte le esigenze.

E’ un Presidente che sa fare scelte innovative. Crede nell’intelligenza e nella capacità delle donne – tiene a precisare – e non ha esitato a dare loro posti di responsabilità.

E’ un bel modo il suo di chiudere l’intervista. Mi lascia così con la piacevole certezza che un Mondo certamente migliore è davanti a noi, grazie a tanti giovani che fanno la differenza.

Patrizia Martino,
componente team redazionale CRI Luino e Valli

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