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Varese | 15 Aprile 2021

Coldiretti Varese: “Bene pubblicazione della circolare Inps su esonero contributivo per imprese agricole”

Fiori: “Misura importante per l’intera filiera agroalimentare made in Varese”. In provincia l’agricoltura può offrire numerose prospettive di lavoro

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L’INPS ha pubblicato la circolare sull’esonero semestrale dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a carico dei datori di lavoro: a darne notizia è Coldiretti Varese che esprime soddisfazione per il raggiungimento del risultato formale e sostanziale, ottenuto grazie all’incessante interlocuzione tra Coldiretti, i Ministeri lavoro ed agricoltura e INPS. Infatti alle imprese agricole che esercitano più attività agricole con diversi codici Ateco, di cui almeno uno indicato nell’allegato 1 al D.M. 15 settembre 2020, l’esonero è riconosciuto per la contribuzione complessiva dell’azienda.

“L’alleggerimento del costo del lavoro è un intervento fortemente voluto dalla Coldiretti. Si tratta di una misura importante di fronte agli effetti della chiusura delle attività di ristorazione che si fanno sentire a cascata sull’intera filiera agroalimentare con disdette di ordini per le forniture di molti prodotti identitari del made in Varese, dal vino all’ortofrutta dalla carne ai formaggi e salumi che trovano nel consumo fuori casa un importante mercato di sbocco. Il lockdown incide sull’insieme delle attività economiche ed occupazionali con un perdita stimata in circa 700 milioni di euro”, afferma Fernando Fiori, presidente Coldiretti Varese.

Inoltre, alle imprese agricole che esercitano più attività agricole identificate da diversi codici Ateco, di cui almeno uno indicato nell’allegato 1 al D.M. 15 settembre 2020, l’esonero è riconosciuto – spiega la Coldiretti provinciale – per la contribuzione afferente alla posizione contributiva complessiva dell’azienda, considerato il particolare rapporto di interazione che sussiste nello svolgimento delle attività agricole esercitate complessivamente dall’impresa. L’esonero straordinario dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali è riconosciuto per la sola contribuzione a carico dei datori di lavoro dovuta per il periodo dal 1° gennaio 2020 al 30 giugno 2020.

Nella provincia prealpina, l’approvvigionamento alimentare è assicurato grazie al lavoro di migliaia di imprese agricole che operano su un territorio impervio e che sono state messe a dura prova dalla crisi generalizzata, accentuata – aggiunge Coldiretti Varese –  dal blocco della filiera turistica e della ristorazione: nei mesi di lockdown e di “zona rossa”, una capillare rete di distribuzione assicurata dagli agricoltori di Coldiretti e Campagna Amica ha continuato ad essere sostenuta dal servizio di consegna a domicilio e dall’asporto per evitare gli spostamenti anche alle persone più fragili come gli anziani e i disabili.

In Italia e in provincia di Varese, il peso degli oneri contributivi ed assicurativi è pari a più del doppio dei Paesi europei direttamente concorrenti come Francia e Spagna. Il settore agricolo – sottolinea la federazione Coldiretti – è caratterizzato dalla forte stagionalità delle attività e conseguentemente la stragrande maggioranza delle imprese agricole utilizza lavoratori stagionali. Per questo – continua la Coldiretti – in Francia e Spagna, ma anche in Germania e Olanda, sono stati previsti trattamenti contributivi particolarmente agevolati per i lavoratori stagionali al fine di contenere il costo del lavoro e permettere alle loro imprese agricole di vedere a prezzi fortemente concorrenziali proprio con quelli italiani.

A pesare sulle imprese agricole – continua la Coldiretti – sono anche gli oneri burocratici che sottraggono al lavoro nei campi almeno 100 giornate l’anno per adempiere a tutti gli atti richiesti dalla Pubblica Amministrazione. Occorre impegnarsi sulla semplificazione favorendo la comunicazione all’interno della Pubblica Amministrazione mentre non sono accettabili alcuni interventi legislativi in discussione in Parlamento che vogliono introdurre l’Uniemens anche in agricoltura che, di fatto, triplica gli attuali adempimenti burocrati per le denunce contributive.

L’agricoltura in provincia di Varese è capace di offrire prospettive di lavoro in un comparto strategico per l’economia del Paese. In uno scenario reso sfavorevole dal Covid, da crisi di mercato, accordi internazionali negativi, clima impazzito con bruschi cambiamenti delle condizioni meteorologhe, il mondo economico e lavorativo nel suo complesso va accompagnato da azioni concrete, perché le imprese agricole hanno bisogno dei lavoratori e di condizioni di mercato del lavoro che siano realmente sostenibili, con l’agroalimentare può offrire 100mila posti di lavoro green entro i prossimi 10 anni con una decisa svolta dell’agricoltura – conclude Coldiretti Varese – verso la rivoluzione verde, la transizione ecologica e il digitale, ma anche un nuovo welfare in campagna, come previsto dal Piano nazionale di ripresa e resilienza #Next Generation Italia.

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