Canton Ticino | 13 Aprile 2021

Covid, Ticino: “Niente tamponi gratis ai frontalieri”

La Lega dei Ticinesi contro la distribuzione dei kit "fai da te" ai lavoratori stranieri. Ribatte l'Ordine dei farmacisti: "Il virus non guarda i confini"

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I frontalieri dovrebbero pagare di tasca loro i kit per i tamponi “fai da te” che le farmacie svizzere distribuiscono gratuitamente ai cittadini sulla base della iniziativa proposta ad inizio mese dal Consiglio federale, che include tra i beneficiari anche coloro che dall’Italia, e dagli altri stati confinanti, varcano ogni giorno la frontiera per recarsi sul proprio posto di lavoro.

E’ questa la nuova trovata della Lega dei Ticinesi, firmata dal consigliere nazionale Lorenzo Quadri che sulla questione propone anche due eventuali alternative: se proprio non vogliamo far sborsare soldi ai frontalieri, che siano i datori di lavoro a sostenere i costi relativi ai test, oppure, ancora, è possibile scalarli comodamente dai ristorni.

E’ giusto effettuare i tamponi di massa, la Lega è stata la prima a sostenerlo – ha inoltre aggiunto il consigliere -. Ma non sta né in cielo né in terra che i test ‘fai da te’ ai frontalieri li dobbiamo pagare noi. E stiamo parlando di 4,2 milioni di franchi al mese a livello cantonale, e di 20,7 milioni a livello svizzero, sempre al mese”.

Sul punto, nelle scorse ore, è intervenuto anche l’Ordine dei farmacisti del Canton Ticino, essendo le farmacie il riferimento per la distribuzione dei test (ogni cittadino, sulla base del recente provvedimento, ha diritto a cinque kit gratuiti al mese). “Il virus non guarda certo i confini – ha ricordato il portavoce Federico Tamò con una dichiarazione rilanciata da diverse testate online della regione -. Se quotidianamente entrano 70 mila persone in Ticino per lavorare è giusto che usufruiscano degli strumenti per poter arginare questa pandemia. Una volta tanto, un provvedimento sensato: non possiamo e non dobbiamo fare distinzioni, ne va della salute della popolazione residente”.

Intanto la Lega dei Ticinesi, sempre attraverso il consigliere nazionale Lorenzo Quadri, ha annunciato che il tema verrà inserito in una mozione da presentare in Consiglio federale a Berna.

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