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Castelveccana | 2 Aprile 2021

Due arresti per spaccio ed estorsione a Brezzo e Castelveccana, minacce per farsi pagare le dosi

L'operazione dei carabinieri della Compagnia di Luino e dell'unità cinofila di Casatenovo è stata effettuata all'alba di martedì scorso. Sgominata la rete di spaccio

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Due uomini di 53 anni e di 46 anni sono stati arrestati, all’alba di martedì scorso, tra Castelveccana e Brezzo di Bedero, dai carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Luino, accusati entrambi di spaccio di sostanze stupefacenti. Nel primo dei due casi, inoltre, sono state fatte alcune minacce per ottenere il salto del denaro dovuto allo spacciatore per la dose della droga venduta.

Si tratta di due uomini non strettamente collegati tra loro, ma che le indagini condotte hanno consentito, seguendo la rete degli acquirenti, di far luce sui di loro. I due, infatti, avevano creato una base per lo spaccio di stupefacenti, a cui si rifornivano altre persone residenti nel territorio.

A compiere l’operazione, insieme ai militari dell’Arma luinesi hanno collaborato anche i colleghi della stazione di Castelveccana e l’unità cinofila dei Carabinieri di Casatenovo, paese in provincia di Lecco, che hanno portato con loro Kevin, il pastore tedesco che è stato impiegato per eseguire le perquisizioni presso le due abitazioni interessate.

A Castelveccana i militari sono riusciti ad arrestare il 53enne, dando esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal GIP del Tribunale di Varese, in quanto ritenuto responsabile di gestire una rete di spaccio di stupefacenti che riguardava la zona della Valtravaglia. In un caso sono state fatte anche delle minacce per ottenere il saldo in denaro dovuto, per una dose di droga che il 53enne stesso ha ceduto ad un’altra persona.

Presso un’abitazione di Brezzo di Bedero, invece, i militari hanno eseguito una perquisizione a casa di un 46enne disoccupato: è stato il fiuto di Kevin a scoprire, all’interno della sua abitazione, un piccolo quantitativo di cocaina già confezionata in 11 dosi, dentro piccoli sacchetti di cellophane e carta stagnola già pronti all’uso. Oltre allo stupefacente, gli sono stati sequestrati 600 euro in contanti, suddivisi in vario taglio e frutto dell’attività di spaccio.

Entrambi sono stati tradotti alla casa circondariale Miogni di Varese e ieri mattina, a seguito dell’udienza di convalida, è stato disposto nei confronti del 46enne l’obbligo di firma presso la stazione carabinieri di Luino.

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