Ci sarebbe un testimone oculare del dramma avvenuto domenica nel Bellinzonese, lungo uno sterrato che sorge tra l’argine del fiume Ticino e l’autostrada in località Carasso – frazione di Bellinzona – dove la polizia cantonale, nel primo pomeriggio, ha rinvenuto i cadaveri di due persone, un uomo e una donna.
E’ quanto riporta la stampa locale in merito alle dichiarazioni rilasciate da una persona con cui la vittima di quello che è stato da subito descritto come un omicidio – suicidio, era uscita per fare jogging.
Lungo quel tragitto, frequentato dagli escursionisti, la donna è stata raggiunta – probabilmente in bicicletta – dal suo assassino, che dopo averla freddata con due colpi di pistola, ha rivolto l’arma contro se stesso. Premendo nuovamente il grilletto.
I due erano stati sposati, si apprende ancora dai principali giornali del Canton Ticino che nelle scorse ore hanno ricostruito la vicenda. Lei, quarantaquattro anni, gestiva un centro estetico nella regione. Lui, cinquantatreenne, era un autista. Entrambi di origine siriana, si erano trasferiti in Svizzera trent’anni fa ed erano conosciuti all’interno della comunità aramaica ticinese, ancora sotto shock per quanto avvenuto.
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