L’ottimismo espresso nelle scorse ore dal commissionario lombardo Guido Bertolaso rispetto alle consegne dei vaccini anti Covid e alle linee dettate dal governo, è condiviso a livello territoriale anche dai vertici di Ats Insubria, i quali nutrono fiducia nel funzionamento di tutti i meccanismi che entro i primi dieci giorni di aprile dovranno condurre ad una svolta importante nella somministrazione del siero agli over 80 che si sono prenotati e che non hanno ancora ricevuto la convocazione.
Molto, in questo senso, dipenderà dalla attivazione dei grandi hub, dove proprio gli anziani verranno ricevuti prima dell’avvio della campagna massiva. “Non possiamo permetterci di sprecare altro tempo, dobbiamo assicurare la dose alle persone più vulnerabili e nelle altre strutture locali, che comunque resteranno operative, abbiamo riscontrato spesso problemi in termini di spazio”, ha affermato il dottor Giuseppe Catanoso, direttore sanitario di Ats Insubria, nel confermare che anche gli anziani ultra ottantenni avranno come riferimento per le inoculazioni gli hub.
Nei centri i ritmi saranno inizialmente dettati da circa 3 mila vaccinazioni al giorno, che già nei primi di aprile diventeranno 4 mila e poi 5 – 6 mila, soglia quest’ultima che dovrà essere mantenuta come livello minimo sotto cui non scendere, in modo tale da assicurare quella continuità che porterà poi al raggiungimento delle 20 mila somministrazioni al giorno: obiettivo che riguarderà – consegne permettendo – anche l’inizio della campagna massiva.
“Entro luglio tutti dovranno avere ricevuto almeno la prima dose di siero”, ha aggiunto il dottor Catanoso, rimarcando la priorità assoluta, per la quale non è escluso che governo e autorità sanitarie possano trovarsi davanti all’esigenza di incrementare, da qui ai prossimi mesi, le linee vaccinali a disposizione dei territori, tenendo presente che all’avvio della campagna di massa si affianca necessariamente l’organizzazione dei richiami, che come è noto hanno tempistiche differenti in base alla tipologia di vaccino impiegato.
E a proposito di tipologie di vaccino, è fissata per la seconda metà di aprile la consegna delle prime dosi di Johnson & Johnson, che una volta entrate a regime consentiranno alle Ats e alle aziende socio sanitarie di usufruire di un vantaggio in termini di tempistiche, garantito dalla singola somministrazione per ogni soggetto beneficiario.
“Moderna, poi, ha garantito una discreta quantità di siero – ha specificato infine il dottor Giuseppe Catanoso – con cui abbiamo dato il via alle vaccinazioni a domicilio. Le prestazioni ad oggi viaggiano a quota mille per giorno. Contiamo di raddoppiare lo sforzo entro settimana prossima, per chiudere tutto in vista della metà di aprile”.
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