La trafila organizzativa affrontata dai cittadini anziani che ricevono la convocazione per la prima dose di vaccino, produce spesso delle situazioni di disagio che, come sottolineano di continuo i diretti interessati, in ambito ospedaliero e sanitario non dovrebbero verificarsi. L’ultima in ordine di tempo la condivide con i nostri lettori un luinese.
Chi ci scrive ha accompagnato nei giorni scorsi la propria madre presso l’ospedale di Circolo di Varese, per la somministrazione della dose di siero.
“Ho notato che mentre noi comuni mortali dobbiamo mantenere le distanze, accettare la chiusura dei ristoranti, delle scuole e prestare la massima attenzione a tutte le precauzioni senza le quali si potrebbe scatenare un focolaio, in ospedale l’insieme degli accorgimenti anti Covid si dissolve magicamente”.
La critica principale che l’autore della lettera rivolge al personale della struttura riguarda l’assenza delle distanze anti contagio, l’interazione come se niente fosse (“con penne e fogli che passano di mano in continuazione”) e l’obbligo, per le persone convocate, a mettersi in fila in uno spazio stretto, dove le persone attendono ammassate, esponendosi ai rischi in un luogo dove dovrebbe essere garantita la massima sicurezza.
“Venti persone circa ferme in coda all’interno della sala di accettazione dell’ospedale, che non è certo un padiglione della fiera di Milano, sono un po’ troppe”, conclude amareggiato l’autore della segnalazione che ha allegato alla breve lettera alcuni scatti. Li riportiamo in galleria.
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