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Lombardia | 16 Marzo 2021

Da Regione 17,5 milioni per l’agricoltura di montagna, al via il bando

L’iniziativa prevede l’erogazione di un’indennità annua, con lo scopo di sostenere le attività nelle aree montane e contrastarne l’abbandono. Domande entro il 17 maggio

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Regione Lombardia aprirà domani, mercoledì 17 marzo, un bando da 17,5 milioni di euro dedicato alle indennità compensative per gli agricoltori che operano nelle aree svantaggiate di montagna. L’iniziativa prevede l’erogazione di un’indennità annua commisurata ai maggiori costi di produzione e ai minori ricavi delle imprese agricole di montagna, causati dagli svantaggi naturali e strutturali cui sono soggette. Un premio annuale per ettaro di superficie il cui importo è commisurato infatti alla tipologia colturale. E, nel caso delle superfici pascolive e dei prati, all’altimetria e alla pendenza. Le domande potranno essere presentate a partire da domani, fino al prossimo 17 maggio.

“Vogliamo contrastare l’abbandono delle superfici agricole di montagna che, solo se utilizzate e governate, possono concorrere a garantire un reale presidio del territorio, la salvaguardia della biodiversità, la prevenzione del rischio idrogeologico e dell’erosione dei suoli”, ha affermato Fabio Rolfi, assessore regionale all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi.

“Il mantenimento e la valorizzazione dell’agricoltura di montagna – ha aggiunto l’assessore – contribuiscono alla protezione dell’ambiente e contrastano lo spopolamento di queste zone. Lo scorso anno abbiamo investito 4,6 milioni di euro per finanziare 366 opere di terrazzamento e muretti a secco, infrastrutture necessarie per chi coltiva la terra in alta quota. È chiaro che il sostegno va accompagnato alla promozione dei prodotti. E su questo stiamo lavorando con le associazioni agricole. Per fornire agli agricoltori strumenti efficaci e innovativi”.

“L’obiettivo per la prossima Programmazione agricola è quello di realizzare una sezione specifica per la montagna. Ciò al fine di integrare le attuali misure e dare continuità e organicità agli interventi. La necessità principale oggi è, infatti, quella delle infrastrutture, fisiche e digitali. Ciò per mettere i produttori nelle condizioni di lavorare abbattendo gli svantaggi logistici”, ha concluso Rolfi.

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